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Oggi Ocarina ascolta #169 – Fait dodo Cola mon p’tit frère

Oggi Ocarina ascolta una dolce ninna nanna francese Fait dodo Cola mon p’tit frère.

Cantata da tanti genitori di molte regioni della Francia e del Quebec, la nota ninna nanna, ha una melodia che risale al 18° secolo ed ha ancora un autore sconosciuto.

Ci sono varie versioni di Fait dodo Cola mon p’tit frèreci, in tutte si accompagna il bambino Colas (abbreviazione di Nicolas) ad andare a dormire per poi al mattino mangiare una torta o bere cioccolato fatti da mamma e papà!

Molto bella la cover di Fait dodo Cola mon p’tit frère cantata in Creolo (lingua caraibica derivata dal francese ma parecchio diversa) che è possibile trovare all’interno di Lullabies of the World, una antologia musicale delle più belle ninne nanne internazionali, pubblicata per la prima volta nel 1963. Qui potete acquistare il brano, qui la raccolta.

Di seguito il video della ninna nanna con le animazioni per bambini

Oggi Ocarina ascolta #168 – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Luis Sepúlveda

Oggi Ocarina vuole omaggiare Luis Sepúlveda, il grande e infaticabile cantastorie cileno che ci ha lasciati pochi giorni fa. Per l’occasione ascoltiamo l’audiolibro del suo celebre romanzo per ragazzi Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Pubblicata nel 1996, la storia racconta di un gatto nero grande e grosso di nome Zorba che si ritrova, per una triste e bizzarra concatenazione di eventi, ad allevare una piccola gabbianella, fino ad insegnarle a volare. Una favola sempre attuale che affronta due temi cari a Sepulveda. Il primo è quello dell’ambientalismo e del male che gli umani fanno alla Natura. Il secondo è il tema dell’accettazione e dell’amore per il diverso.

Nel 1998 il romanzo diventò un film italiano per la regia di Enzo D’Alò. La pellicola d’animazione ebbe un grande successo in tutta europa. Lo stesso Luis Sepúlveda vi prese parte in qualità di doppiatore del personaggio, appunto, del poeta.

Molto bella anche la colonna sonora scritta e composta dal musicista inglese David Rhodes, che sarà pubblicata come album nel 1998.

Qui potete acquistare l’audio libro in italiano. Qui l’audiolibro in francese

Di seguito un estratto del film

Oggi Ocarina ascolta #167 – L’Albero azzurro – Caviezel – Piumini

Oggi Ocarina ascolta L’Albero azzurro, una bella canzoncina per bambini musicata dall’artista Giovanni Caviezel e scritta da Roberto Piumini, grande autore per ragazzi e pedagogo, considerato oggi l’erede di quel maestro della parola che è stato Gianni Rodari.

Il titolo del brano dette il nome al programma televisivo per bambini più longevo della televisione pubblica italiana in onda su Rai 2 negli anni ’90. Presentandosi come primo esperimento televisivo in Italia su target prescolare, il programma Albero azzurro univa il filone pedagogista delle produzioni Rai degli anni ’60 con il lavoro di importanti autori autori come Bruno Munari, Bruno Tognolini e lo stesso Roberto Piumini. Quest’ultimo, oltre a firmare molti testi della trasmissione, narrò anche i racconti dell’Orso Balosso.

E proprio in questi giorno di emergenza sanitaria che Piumini ha scritto la filastrocca “Che cos’è che in aria vola?” per raccontare ai più piccoli il coronavirus in modo rigoroso ma senza ansia e paura. L’idea è stata dell’ospedale milanese San Pio X che ha voluto affidarsi alla saggia penna dello scrittore e poeta Piumini per rivolgersi ai bambini per rispondere a molte delle loro domande e insegnandoli con molti piccoli gesti quotidiani a prevenire il contagio…gesti utili anche contro altri virus come l’influenza stagionale. Qui è possibile ascoltare il podcast Rai Play Radio della filastrocca interpretata da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi

Qui potete invece acquistare la filastrocca L’Albero azzurro.

Di seguito il video:

Il fine settimana di Ocarina #141 – BergamoScienza – Bergamo

Questo fine settimana Ocarina consiglia di non perdervi la XVII edizione di BergamoScienza, il festival di divulgazione che per 16 giorni anima la città di Bergamo con incontri, conferenze, dialoghi e spettacoli, dedicati alla scienza e pensati anche per i ragazzi.

Un palinsesto di iniziative e incontri con oltre 250 eventi che hanno l’obiettivo di avvicinare la gente comune e soprattutto i più giovani al mondo scientifico, rendendo accattivanti e divertenti discipline scientifiche come la chimica, le neuroscienze, la matematica, l’astronomia…
Quest’anno Il fil rouge che collega gli appuntamenti della manifestazione è la sostenibilità della vita sul pianeta: dalla salute dell’uomo all’inquinamento di acqua e aria fino ad arrivare al tema dell’alimentazione.
Oltre ai numerosi incontri con ospiti e autori, il programma è arricchito da spettacoli tematici e da tantilaboratori per bambini e ragazzi con focus su varie materie scientifiche: scienze della terra, dell’acqua e dell’ambiente; ingegneria e tecnologia; fisica, materia ed energia; chimica e materiali; matematica e informatica; biotecnologie; astrofisica e cosmologia; medicina e scienze sociali.

Di seguito abbiamo selezionato gli appuntamenti del fine settimana che potranno appassionare anche i più giovani:

Venerdì 11 ottobre 2019:
ore 11.00 – Centro Congressi: Luigi Dei, dell’Università degli Studi di Firenze presenta il monologo Molecole d’autore in cerca di memoria. Un mondo distopico, senza libri e senza memoria dove un uomo qualunque con l’aiuto di insoliti aiutanti – scienza, tecnologia e natura – riesce a ricostruire la sua, e la nostra identità perduta, partendo da un atomo di carbonio;
ore 21.00 – Teatro Civico di Dalmine: spettacolo Noi, robot che indaga la relazione fra uomo e macchina.

Sabato 12 ottobre 2019:
ore 10.00 – Auditorium Same: spettacolo I giochi della scatola di Einstein per avvicinare i bambini alla fisica (replica alle ore 15.00)
ore 15.30 – Centro Congressi: l’alpinista e scienziato Federico Bianchi spiega come comprendere l’enigma dell’origine delle nuvole potrebbe permetterci di prevedere il reale tasso di riscaldamento del pianeta e il ruolo che gioca l’inquinamento dell’aria;
ore 16.00 – Auditorium: Elisabetta Granara parla con i ragazzi di BergamoScienza 2019 di migrazioni e biologia attraverso lo spettacolo Habitat Naturale.
ore 17.00 – Centro Congressi: il geologo Fabrizio Nestola, vincitore dell’Humboldt Research Award 2019, guida il pubblico in un viaggio al centro della Terra per scoprire diamanti super profondi il cui studio ci permette di comprendere come funziona il nostro pianeta a grandi profondità.

Domenica 13 ottobre 2019:
ore 15.00 – Centro Congressi: Tommaso Ghidini, capo della Divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Esa, racconta le (passate e future) missioni di esplorazione e colonizzazione di Luna e Marte e le possibili conseguenze tecnologiche in grado di migliorare la nostra vita sulla Terra;
ore 21.00 – Centro Congressi: il trombettista Avishai Cohen e il pianista Yonathan Avishai salgono sul palco diBergamoScienza 2019 con pezzi originali e improvvisazioni, nella tradizione del jazz. La performance si conclude con una toccante interpretazione della canzone Shir Eres, ninna nanna del compositore israeliano Alexander Argov.

Qui è possibile consultare tutto il programma completo di BergamoScienza 2019

Oggi Ocarina ascolta #147 – sigla di Lamù

Oggi Ocarina fa un tuffo nel passato e ascolta la sigla di Lamù, la ragazza dello spazio dai capelli blu che fin dagli anni ’80 ha fatto sognare una moltitudine di bambini…
Ispirato al manga di Rumiko Takahashi, il cartone animato di Lamù comparve per la prima volta in Giappone nel 1981, ed ebbe subito un gran successo, cresciuto via via nel tempo. Arrivata nella immaginaria città di Tomobiki, la bella aliena è la figlia del capo degli Oni, alieni decisi a conquistare la Terra.Tuttavia, gli Oni offrono ai terrestri una possibilità di salvezza: se un essere umano, scelto a caso da un computer, riuscirà a toccare entro dieci giorni le corna di Lamù (che è figlia del capo degli Oni e può volare, dunque non è facile afferrarla) la Terra sarà libera…
Trasmessa in Italia a partire dal 1983, Lamù anche da noi è diventato uno dei personaggi femminili giapponesi più amati, citata a ogni fiera del fumetto e interpretata da moltissimi cosplayer.
Rimane ancora oggi misteriosa la sigla italiana (trasmessa fino alla fine degli anni ’90) mai pubblicata ufficialmente, di cui sono sconosciuti titolo, autori e addirittura l’interprete. Dalle repliche del 1999, la sigla sarà poi sostituita dalla meno accattivante Mi hai rapito il cuore, Lamù, di Stefano Bersola. E come per la precedente, nemmeno questa sigla è mai stata commercializzata.
Qui potete acquistare la sigla originale nella versione del 1999
Di seguito il video della prima versione della sigla

Il fine settimana di Ocarina #80 Festival della Maternità – Padova

Questo fine settimana da oggi fino a domenica 15 aprile arriva a Padova il Festival della Maternità, il primo festival dedicato alle donne e alle mamme con incontri scientifici ed eventi per le famiglie dedicati alla maternità ed al rapporto madre-figlio. Il tema dell’edizione 2018 sarà incentrato sui primi 1.000 giorni dopo il parto, decisivi lo sviluppo mentale di un neonato, ma anche periodo importante e talvolta molto critico per la neo mamma.
Organizzata dall’associazione Kairos Donna, la manifestazione ha lo scopo di accendere i riflettori su aspetti della maternità a volte ancora nascosti o di cui si evita di parlare, i tabù e i luoghi comuni legati all’essere mamma, come ad esempio la depressione post partum.
Il Festival prevede appuntamenti dedicati agli specialisti del settore perinatale – parteciperanno più di 250 specialisti nazionali e internazionali, pediatri, psicologi, psichiatri, ginecologi, ostetriche, educatrici perinatali e consulenti per l’allattamento –  ma ci saranno anche momenti ludici pensati per le famiglie come concerti, performance teatrali, laboratori espressivi e creativi. 
Tra i tanti appuntamenti in programma the Pond ne ha selezionati alcuni, centrati sui temi più cari ad Ocarina riguardanti musica per bambini, fiabe, racconti di mamme…:
 
Venerdì:
– Centr. S. Gaetano, Auditorium 18,00-20,00 “La musica del materno”, un incontro sul Docufilm “La storia del cammello che piange” di Luigi Falorni e Byambasuren Davaa (2003,) intervengono il Dott. Mario Degli Stefani, psichiatra e musicoterapeuta e Dott.ssa Silvia Ferrara psicologa clinica, psicoterapeuta.
– Pedrocchi, Sala Rossa 20.00 – 23.00, “I suoni della mente”. Concerto a sostegno della creazione di Punti Ascolto per le mamme in difficotà, con il pianista concertista Marco Pomelli. 
Sabato
– Centr. S. Gaetano, Auditorium 10,00 -11,30 Laboratorio “Genitori da Fiaba” di Susanna Nava. Con l’aiuto delle fiabe si affronteranno tematiche diverse riguardanti il bambino dalla nascita ai suoi primi cinque anni. Momento per condividere e affrontare le gioie, i dubbi e le difficoltà nella relazione con il proprio figlio.
– Centr. S. Gaetano,  Auditorium, 21,00-23,00 Spettacolo Teatrale “M’ama?” – di e con Nicoletta Maragno.
Domenica 
– Centr. S. Gaetano – Kinder house, 10,00-12,00 Forme colorate – Laboratorio di Yoga dell’Arte per bambini (3-5 anni) – Claudia Vanni
– Centr. S. Gaetano – Auditorium 12-13 premiazione del Concorso “Chiaroscuri del materno”: saranno premiati i migliori racconti di mamme che hanno descritto le loro esperienze personali sui 1000 giorni di maternità. Il concorso è stato lanciato dal festival con L’hastag #lamiamaternità 
Qui è possibile trovare il programma completo

Oggi Ocarina ascolta #78 Sigla di Ufo Robot

Oggi Ocarina ascolta la sigla delle sigle, quella di Ufo Robot! A 40 anni dal debutto in Italia è d’obbligo omaggiare questo cartone animato che ha sicuramente rivoluzionato la tv dei bambini, facendo da apri pista all’invasione negli anni’70 e ’80 di enormi robot d’acciaio. 

«Ufo robot Ufo robot. Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole tra le stelle sprinta e va». 

Chi non l’ha mai cantato o fischiettato almeno una volta questo motivetto orecchiabile, che entra subito in testa e che rimanda indietro alla generazione degli anni Settanta. In molti si ricorderanno anche dell’album musicale Atlas UFO Robot pubblicato nel 1978 dal gruppo Actarus su etichetta Cetra.

Precisamente era il 4 aprile del 1978 quando su Rai 2 debuttava Goldrake, ufficialmente Atlas Ufo Robot, personaggio mitico che suscitò inizialmente qualche polemica ma che poi fece innamorare bambini e adolescenti. Il primo robot giapponese, così diverso dai cartoni animati dell’epoca come quelli della Warner o della Disney. Con lui si dà il via all’ “invasione giapponese” di cartoni animati con protagonisti robot giganti, impegnati nella lotta eterna tra il bene e il male,  a difendere la terra da attacchi alieni, in quella lotta eterna tra il bene e il male.

In tutto furono 70 le puntate andate in onda, anche se poi sono state tantissime le repliche fino ai giorni nostri, le ripubblicazioni in dvd e persino libri che ne ripercorrono la storia, dietro le quinte, dettagli e fanno un’attenta analisi sociologica del fenomeno, come “C’era una volta Goldrake: la vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la tv Italiana” di Massimo Nicora

Qui è possibile acquistare la sigla. Di seguito il video!

Il fine settimana di Ocarina #79 Ma la musica si può disegnare? – Museo del paesaggio sonoro (TO)

Con l’arrivo della bella stagione apre di nuovo al pubblico il Museo del paesaggio sonoro di Riva presso Chieri (TO) con i suoi curiosi e storici strumenti musicali. 

Questa domenica alle ore 15.30 è in programma l’appuntamento dal titolo “Ma la musica si può disegnare?”, un laboratorio che ha l’obiettivo di avvicinare i bambini all’ascolto di suoni e melodie, creati attraverso la voce e semplici oggetti, provando poi a “catturarli” attraverso il disegno. Si parte dalla conoscenza delle raccolte degli strumenti e oggetti musicali presenti in museo per proseguire, muniti di album e matite colorate, nella realizzazione di “un ritratto” alla musica.

Collocato all’interno del Palazzo Grosso, il Museo del paesaggio sonoro è stato realizzato grazie alla passione dello studioso e musicista Domenico Torta, che da anni si dedica alla raccolta dell’importante patrimonio della musica popolare del Piemonte. L’impegno di lavoro e gli studi in più settori della musica, uniti ad un profondo legame con la terra e con la gente, gli hanno permesso di riunire i molteplici strumenti, oggetti e documenti. In realtà, il Museo non è però una semplice esposizione di strumenti musicali ma un viaggio attraverso i suoni, umili o elaborati, che mantengono viva la memoria di usi, costumi e tradizioni legate al territorio in cui sorge. 

Di fondamentale importanza gli eventi e gli appuntamenti che vengono realizzati nel corso della stagione più calda, molti dei quali hanno l’intento di  avvicinare i più piccoli alla variegata possibilità di fare musica, anche attraverso oggetti costruiti con materiali molto semplici.

Oltre all’appuntamento “Ma la musica si può disegnare?” previsto per domenica 8 aprile alle 15, 30, in programma anche il laboratorio destinato ai più piccoli che si terrà domenica 15 aprile, domenica 27 maggio e domenica 10 giugno ore 15.30

Un coinvolgente pomeriggio accompagnerà i bambini alla scoperta dell’origine della musica.

Si parte dalla natura madre che con i suoi variegati suoni diventa la musa ispiratrice dell’uomo.

Si procede con l’ingegno dell’uomo, capace di riprodurre suoni e creare sofisticati strumenti musicali.

Si conclude con un divertente laboratorio in cui, tutti assieme metteremo alla prova la nostra capacità di “fare musica” attraverso canoni ritmici e curiosi oggetti sonori.

Qui è possibile trovare il calendario completo degli eventi in programma

Il fine settimana di Ocarina #78  BOOM! Crescere nei libri – Bologna

In occasione del Bologna Children’s Book Fair che si è tenuto dal 22 marzo fino ad oggi, il Comune di Bologna propone per tutto il weekend una serie di iniziative dedicate all’infanzia e all’immagine disegnata. Un’ esplosione di eventi che prenderà corpo in “BOOM! Crescere nei libri”, il nuovo programma di mostre e appuntamenti di livello internazionale rivolti ai bambini e alle famiglie che saranno organizzati in 64 diversi luoghi della città. In tutto sono previsti più di 160 appuntamenti, tra incontri, letture, performance, laboratori, proiezioni e spettacoli… 

Da non perdere il progetto speciale “La via Zamboni delle bambine e dei bambini”, proposto dal Sistema Museale di Ateneo e rivolto ai più piccoli.

Sabato 24 marzo alle 10.30, presso la Collezione di geologia “Museo Giovanni Capellini” (Via Zamboni, 63), si svolgerà la Lettura animata Il “Dinodoro” di Marcus Pfister per bambini dai 4 ai 7 anni. La storia di Dinodoro accompagnerà i bambini nel mondo dei Dinosauri dei quali sarà possibile vedere alcuni stupendi scheletri nelle sale del Museo Capellini. L’itinerario terminerà con un laboratorio grafico e ogni bambino potrà ritornare a casa insieme a Dinodoro!

Dalle 10.30 alle 12.00, è in programma una passeggiata alla scoperta dell’Orto Botanico (Via Irnerio, 42), per scoprire piante e fiori a inizio primavera. I bambini dai 6 in su potranno inoltre partecipare al laboratorio didattico “Nuovi germogli e vecchi frutti”. Un’iniziativa molto divertente in cui raccontando storie a spasso nell’Orto e giocando con i suoi semi, i bambini apprenderanno quanto questi, anche se minuscoli, contengano un mondo meraviglioso

Nel pomeriggio, alle 15, si svolgerà il Laboratorio didattico per bambini dai 6 agli 8 anni, “Scombina la Storia”, presso il Museo di Palazzo Poggi (Via Zamboni 33). I bambini si cimenteranno in una fantastica impresa: scombinare e ricombinare i miti raccontati dagli antichi dipinti che decorano le pareti del Museo di Palazzo Poggi. 

Ma le iniziative del  “BOOM! Crescere nei libri non finiscono qui. Vi consigliamo infatti di consultare il programma completo della manifestazione.

A questo punto non ci resta che augurarvi una bellissima Pasqua!

Oggi Ocarina ascolta #77 Woobinda

In occasione dell’ uscita di Ocarina Mimì, l’edizione speciale dedicata alla primavera, oggi vi proponiamo un brano che parla di natura e di animali.
Facciamo un salto indietro tra le sigle degli anni ’70 e ci ascoltiamo  “Woobinda”! Composta da Riccardo Zara nel 1978 la canzone divenne molto famosa, ancora di più delle  serie televisiva australiana per cui era stata realizzata. Magari qualche “bambino” di quegli anni conserverà ancora il 45 giri in cui lo stesso Zara, insieme a  Le Mele Verdi cantavano le avventure di Woobinda, il mitico veterinario che si adoperava per curare gli animali e salvarli dalle mire dei cacciatori.

Là nel deserto australiano due cacciatori spiano
due pecore e un canguro che giocano fra loro
Spara un fucile e ferisce il piccolo canguro
che resta steso al suolo chiamando chi lo salverà

Woobinda, aiutami
Woobinda, ma sbrigati
Woobinda se ti vede il cacciatore scapperà
Woobinda, fai subito
Woobinda, inseguilo
così che a non sparare agli animali imparerà”

Ecco la prima parte del testo di quella che sarà una delle prime sigle animaliste della storia dei telefilm!

Qui è possibile acquistare il brano 

Di seguito il video