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Oggi Ocarina ascolta #180 – Nasty Dan – Jonny Cash

Oggi ocarina ascolta Nasty Dan, una canzone per bambini cantata da Jonny Cash che fa parte del bellissimo The Johnny Cash Children’s Album. Se ancora non conoscete questa raccolta del cantautore statunitense, vi consigliamo di ascoltarla, divertirà senz’altro anche i vostri piccoli!
Diventato noto per le sue canzoni country e folk e per i suoi “Folsom Prison Blues”  – brani in cui parla di treno (come metafora del viaggio) e della prigione – Jonny Cash possedeva anche un lato nascosto, più giocoso. Nel 1975 pubblica infatti per la Columbia RecordsThe Johnny Cash Children’s Album, il suo  49° lavoro discografico che include canzoni divertenti, pensate proprio per i bambini.

Nasty Dan è il brano più simpatico. Una canzone popolare che Jonny Cash eseguì nel 1992 durante la sua celebre apparizione al Sesame Street, il famoso programma televisivo educativo statunitense per bambini, debuttato nel 1969, diventato noto per la partecipazione dei pupazzi Muppet.

Per l’occasione Cash, “The Man in Black” – chiamato così in virtù della sua preferenza per gli abiti neri – indossava jeans blu e cantò la sua canzone per Oscar the Grouch il Muppet brontolone che viveva nella pattumiera. Oscar sembra davvero felice e salta fuori dalla lattina quando il cantautore inizia a descrivere Nasty Dan, un uomo birichino che si mangia le unghie a pranzo, non fa mai il bagno, ride e salta di gioia quando un bambino inciampa e cade…

Qui è possibile acquistare Nasty Dan e tutte le altre tracce incluse nel “The Johnny Cash Children’s Album”

Di seguito il video della performance di Jonny Cash durante il Sesame Street

Oggi Ocarina ascolta #179 – Per un pugno di dollari – Ennio Morricone

Oggi siamo tutti un po’ tristi perché purtroppo ci ha lasciati il grandissimo musicista e compositore Ennio Morricone. Il suo nome rimarrà per sempre scritto nella storia della musica e del cinema per le sue colonne sonore: le più belle del cinema italiano e mondiale. Ocarina vuole ricordarlo ascoltando Per un pugno di dollari, brano principale della colonna sonora dell’omonimo film, diretto da Sergio Leone con cui Morricone ha avuto rapporto di amicizia e di lavoro durato per tutta la vita.

Nonostante centinaia di partiture (si contano più di 500 melodie) che hanno fatto epoca, è senza dubbio il sodalizio con Leone a fare da sigla al cinema di Morricone. I due si conoscono addirittura sui banchi di scuola, alle elementari, quando nel 1964 il regista si rivolge a lui per collaborare a Per un Pugno di dollariil primo film, insieme a Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966), della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood. Nonostante sia costretto a lavorare senza orchestra e con pochi soldi, Morricone arrangerà un vero e proprio capolavoro trasformando un fischio, una tromba, uno sparo in una colonna sonora che sarà descritta come la più “formidabile sintesi dell’epoca western”. Nascerà così il brano Per un pugno di dollari,  caratterizzato da un celebre assolo di tromba, suonata dal pugliese Michele Lacerenza e pubblicato anche su 45 giri. Sempre nella stessa colonna sonora diverrà famoso anche il pezzo fischiato, eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni.

Dal 1946 Morricone scrive anche un centinaio di brani classici. Non manca nemmeno la musica leggera, basti ricordare il successo di Se telefonando di Mina (musica sua, testo di Maurizio Costanzo). Pochi compositori godono inoltre della stima che ha Morricone tra gli amanti del rock, nonostante non abbia mai scritto musica rock. Una musica – quella del premio Oscar- che piace a tutti, che lui stesso ha definito semplice, polare, di facile ascolto anche per i più piccoli.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video del live all’Arena di Verona nel 2013. Il grande maestro con la bacchetta in mano, davanti alla sua orchestra. Così vogliamo ricordarlo.

 

Oggi Ocarina ascolta #178– Could you be loved – Bob Marley 

40 anni fa e più precisamente il 27 e il 28 giugno del 1980 il profeta del reggae, Bob Marley si esibiva per la prima volta in Italia con due date indimenticabili. E proprio ricordando questi due live, Ocarina ascolta oggi Could you be loved, uno maggiori successi dell’artista giamaicano, una canzone piena di ritmo che già dalle prime note è impossibile non ballare. Il brano fa parte dell’album Uprising pubblicato nel 1980, che fu portato in tour – il tour della Rivolta – anche nelle due tappe italiane: allo stadio San Siro di Milano e il giorno seguente allo Stadio Comunale di Torino. Di fronte ad un pubblico in delirio di 80 mila persone (in realtà c’è chi stimò una folla di 110.000 partecipanti) Bob Marley, saltellando con i suoi dreadlocks agitati in aria, intonò pezzi straordinari, da No Woman No Cry a Jamming, da Exodus a Redemption Song, per poi avviarsi verso il grande finale con Could you be loved

Fin dall’inizio della sua carriera, Bob Marley dedicherà la sua sua musica al tema della lotta contro l’oppressione politica e raziale.  “Ognuno ha la propria testa – ci dice Bob Marley in Could you be loved – così al diavolo se quel che pensi non è giusto!” Il testo del pezzo fu scritto dal cantante mentre si trovava in aereo insieme alla sua band The Weilers con i quali strumentò il pezzo.

Could You Be Loved nascerà così orecchiabile che sarà l’unico singolo di Marley ad entrare nella classifica Dance. Lo spartito della canzone finisce addirittura sui francobolli in Giamaica e il pezzo viene rifatto da moltissimi gruppi: dai Toto che la inclusero nel loro album di cover del 2002 Through the Looking Glass al cantante Britannico Joe Cocker 

Qui potete acquistare Could you be loved

Di seguito il video con il montaggio dei filmati del live di San Siro del 1980.

Oggi Ocarina ascolta #177– “Everybody Needs Somebody to Love” dal film The Blues Brother

The Blues Brother ha da poco compiuto 40 anni e Ocarina si unisce alle celebrazioni per il compleanno del film più cult di tutti tempi, ascoltando Everybody Needs Somebody to Love. Si tratta di una delle canzoni più famose della pellicola il cui successo è rimasto invariato negli anni. Perfetta per fare festa e ballare insieme ai bambini!
D’altronde anche The Blues Brother è considerato un fenomeno globale, uno dei film più conosciuti al mondo. Nessuno se lo sarebbe aspettato quando il 20 giugno del 1980 uscì in America, dopo svariate vicende produttive. Scritto e diretto da John Landis – lo stesso di Thriller di Michael Jackson, che all’epoca aveva 30 anni – The Blues Brother è un tributo alla musica R&B  e vede la partecipazioni delle più grandi leggende del soul americano James Brown, Cab Calloway, Aretha Franklin, Ray Charles and John Lee Hooker. 

Fin dall’inizio appare chiaro che la musica è un elemento portante del film, tanto da avere un fortissimo potere di coinvolgimento. Bellissima  la colonna sonora che nel 2004 è stata votata la migliore di sempre 

Ancora oggi, persino chi non ha mai visto il film, conosce i due fratelli protagonisti con le loro tenute nere e occhiali da sole o anche il motivetto di Everybody Needs Somebody, che The Blues Brothers band esegue in apertura del mitico concerto al Palace Hotel. Il pezzo registrato dal cantautore americano Bert Berns nel 1964, avrà negli anni varie interpretazioni, dai Rolling Stones a Wilson Pickett. L’interpretazione di John Belushi e Dan Aykroyd passerà alla storia e sarà pubblicata anche nella raccolta Definitive Collection (1992) dei Blues Brothers.

Qui potete acquistare il brano:

Di seguito la scena dell’esibizione in hotel durante la quale The Blues Brothers suonano Everybody Needs Somebody to Love

Oggi Ocarina ascolta #176– “Les enfants s’ennuient le dimanche” dal film Gli Anni in Tasca – François Truffaut

Per tutti i bambini di tutta Italia sono arrivate le vacanze e noi di Ocarina vogliamo fare festa ascoltando Les enfants s’ennuient le dimanche, brano dolce e delicato che fa parte della colonna sonora de Gli anni in Tasca, film indimenticabile diretto da François Truffaut nel 1976.

Siamo negli anni Settanta a Thiers, in un villaggio al centro della Francia. L’estate è vicina e l’anno scolastico sta per concludersi in una colonia estiva…la scuola, poi la casa, lo studio, i giochi, il cinema, le amicizie, il male, i primi flirt vengono raccontati da Truffaut attraverso gli occhi dei ragazzi, tanto da far diventare il film una vera e propria rappresentazione collettiva di tutta l’infanzia.

E’ proprio l’ultimo giorno di scuola che si svolge il commovente dialogo tra il maestro Richet ed i suoi allievi, una quinta elementare. L’ultima scena del film – forse anche la più famosa- in cui Richet cercherà di spiegare ai suoi alunni quanto sia difficile essere bambini in un mondo di adulti ma anche quanto sia bella la vita e quanto sia importante amare tutte le persone nuove che incontreranno in futuro, in vacanza e nelle classi superiori.
Quest’anno purtroppo l’ultimo giorno di scuola è stato molto diverso, ma noi di Ocarina vogliamo pensarlo così!

Qui potete acquistare Les enfants s’ennuient le dimanche la canzone di aperture e chiusura al film scritta e cantata dal cantautore francese Charles Trenet

Di seguito vi invitiamo a guardare lo straordinario discorso del maestro Richet ai bambini della sua classe.

Oggi Ocarina ascolta #175– Le canzoni più belle di Francesco Guccini

Tra pochi giorni Francesco Guccini compirà 80 anni e Ocarina non vuol perdere l’occasione per festeggiare questa importante ricorrenza ascoltando alcune delle sue canzoni più belle.

Costellata da intramontabili successi, la carriera del grande artista romagnolo ha inizio più di 40 anni fa con ben 16 album all’attivo. Non è affatto facile stilare una classifica dei brani, uno più bello dell’altro e senza dubbio inter generazionali, tanto che piacciono ai più vecchietti, ai giovani, ma anche ai bambini.

Tra le canzone che vi consigliamo di far ascoltare ai vostri bimbi senza dubbio Il vecchio e il bambino e la La canzone dei dodici mesi, entrambe vere e proprie poesie, contenute all’interno di uno dei suoi album più noti Radici del 1972.

Dolce e dal testo molto cantabile, Il vecchio e il bambino racconta il passaggio del testimone da una generazione all’altra. Negli anni ’70 e 80 è stato uno dei pezzi preferiti nelle scuole, nell’attività scoutistica e in generale in molti movimenti e associazioni giovanili. La canzone dei dodici mesi descrive invece il trascorrere di un anno, mese per mese, dal punto di vista di chi cerca un senso ai vari momenti dell’esistenza.

E ancora, La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) scritta dal cantautore nel 1966 è un vero e proprio manifesto pacifista, che tutti i bambini dovrebbero ascoltare per conoscere i crimini del nazismo, purtroppo ancora molto attuali.

Da sempre impegnato a guardare la realtà da più punti di vista, Guccini si è schierato molto spesso dalla parte dei giovani, esortandoli ad assumere un pensiero critico. Già a partire da Dio è morto, nel 1967, il cantautore si distacca da chi si accanisce contro i giovani, leggendoli come vuoti di ideali, sogni e coraggio. Al contrario racconta di una generazione “preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi”, capace dunque di costruire un mondo nuovo e migliore.

Guccini ama le storie, ama scriverle, ama raccontarle in canzoni…canta di politica, di giovani, di ideali, di amore, di storie di vita particolari, dando loro dei significati universali.

Eskimo, da molti considerato un capolavoro, un pezzo di storia in assoluto, è il racconto di amore non convenzionale, tra un giovane che aveva “la rivolta tra le dita” e una “ragazza con il paletò”. La canzone è contenuta nell’album Amerigo (1978) ed è ambientata in un clima rivoluzionario ormai passato del Sessantotto, il rifiuto della religione e del sistema e la scoperta delle droghe e del sesso… il tutto è guardato con nostalgia da una voce narrante ormai adulta.

Anche in Locomotiva, probabilmente una delle sue ballate più popolari, Guccini racconta una storia vera, che ha come come protagonista il macchinista (fuochista) anarchico Pietro Rigosi. Ancora una volta affronta il tema dell’uguaglianza, della giustizia sociale e della libertà.

Con Locomotiva Guccini concludeva i suoi bellissimi concerti e anche noi vogliamo così concludere il nostro omaggio a questo grandissimo artista.

Se come noi avete nostalgia dei live di Guccini, vi consigliamo di vedere il video (che vi riportiamo di seguito) di una sua esibizione all’RSI Televisione Svizzera Italiana nel gennaio del 1982.

Oggi Ocarina ascolta #169 – Fait dodo Cola mon p’tit frère

Oggi Ocarina ascolta una dolce ninna nanna francese Fait dodo Cola mon p’tit frère.

Cantata da tanti genitori di molte regioni della Francia e del Quebec, la nota ninna nanna, ha una melodia che risale al 18° secolo ed ha ancora un autore sconosciuto.

Ci sono varie versioni di Fait dodo Cola mon p’tit frèreci, in tutte si accompagna il bambino Colas (abbreviazione di Nicolas) ad andare a dormire per poi al mattino mangiare una torta o bere cioccolato fatti da mamma e papà!

Molto bella la cover di Fait dodo Cola mon p’tit frère cantata in Creolo (lingua caraibica derivata dal francese ma parecchio diversa) che è possibile trovare all’interno di Lullabies of the World, una antologia musicale delle più belle ninne nanne internazionali, pubblicata per la prima volta nel 1963. Qui potete acquistare il brano, qui la raccolta.

Di seguito il video della ninna nanna con le animazioni per bambini

Oggi Ocarina ascolta #168 – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Luis Sepúlveda

Oggi Ocarina vuole omaggiare Luis Sepúlveda, il grande e infaticabile cantastorie cileno che ci ha lasciati pochi giorni fa. Per l’occasione ascoltiamo l’audiolibro del suo celebre romanzo per ragazzi Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Pubblicata nel 1996, la storia racconta di un gatto nero grande e grosso di nome Zorba che si ritrova, per una triste e bizzarra concatenazione di eventi, ad allevare una piccola gabbianella, fino ad insegnarle a volare. Una favola sempre attuale che affronta due temi cari a Sepulveda. Il primo è quello dell’ambientalismo e del male che gli umani fanno alla Natura. Il secondo è il tema dell’accettazione e dell’amore per il diverso.

Nel 1998 il romanzo diventò un film italiano per la regia di Enzo D’Alò. La pellicola d’animazione ebbe un grande successo in tutta europa. Lo stesso Luis Sepúlveda vi prese parte in qualità di doppiatore del personaggio, appunto, del poeta.

Molto bella anche la colonna sonora scritta e composta dal musicista inglese David Rhodes, che sarà pubblicata come album nel 1998.

Qui potete acquistare l’audio libro in italiano. Qui l’audiolibro in francese

Di seguito un estratto del film

Oggi Ocarina ascolta #167 – L’Albero azzurro – Caviezel – Piumini

Oggi Ocarina ascolta L’Albero azzurro, una bella canzoncina per bambini musicata dall’artista Giovanni Caviezel e scritta da Roberto Piumini, grande autore per ragazzi e pedagogo, considerato oggi l’erede di quel maestro della parola che è stato Gianni Rodari.

Il titolo del brano dette il nome al programma televisivo per bambini più longevo della televisione pubblica italiana in onda su Rai 2 negli anni ’90. Presentandosi come primo esperimento televisivo in Italia su target prescolare, il programma Albero azzurro univa il filone pedagogista delle produzioni Rai degli anni ’60 con il lavoro di importanti autori autori come Bruno Munari, Bruno Tognolini e lo stesso Roberto Piumini. Quest’ultimo, oltre a firmare molti testi della trasmissione, narrò anche i racconti dell’Orso Balosso.

E proprio in questi giorno di emergenza sanitaria che Piumini ha scritto la filastrocca “Che cos’è che in aria vola?” per raccontare ai più piccoli il coronavirus in modo rigoroso ma senza ansia e paura. L’idea è stata dell’ospedale milanese San Pio X che ha voluto affidarsi alla saggia penna dello scrittore e poeta Piumini per rivolgersi ai bambini per rispondere a molte delle loro domande e insegnandoli con molti piccoli gesti quotidiani a prevenire il contagio…gesti utili anche contro altri virus come l’influenza stagionale. Qui è possibile ascoltare il podcast Rai Play Radio della filastrocca interpretata da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi

Qui potete invece acquistare la filastrocca L’Albero azzurro.

Di seguito il video:

Il fine settimana di Ocarina #141 – BergamoScienza – Bergamo

Questo fine settimana Ocarina consiglia di non perdervi la XVII edizione di BergamoScienza, il festival di divulgazione che per 16 giorni anima la città di Bergamo con incontri, conferenze, dialoghi e spettacoli, dedicati alla scienza e pensati anche per i ragazzi.

Un palinsesto di iniziative e incontri con oltre 250 eventi che hanno l’obiettivo di avvicinare la gente comune e soprattutto i più giovani al mondo scientifico, rendendo accattivanti e divertenti discipline scientifiche come la chimica, le neuroscienze, la matematica, l’astronomia…
Quest’anno Il fil rouge che collega gli appuntamenti della manifestazione è la sostenibilità della vita sul pianeta: dalla salute dell’uomo all’inquinamento di acqua e aria fino ad arrivare al tema dell’alimentazione.
Oltre ai numerosi incontri con ospiti e autori, il programma è arricchito da spettacoli tematici e da tantilaboratori per bambini e ragazzi con focus su varie materie scientifiche: scienze della terra, dell’acqua e dell’ambiente; ingegneria e tecnologia; fisica, materia ed energia; chimica e materiali; matematica e informatica; biotecnologie; astrofisica e cosmologia; medicina e scienze sociali.

Di seguito abbiamo selezionato gli appuntamenti del fine settimana che potranno appassionare anche i più giovani:

Venerdì 11 ottobre 2019:
ore 11.00 – Centro Congressi: Luigi Dei, dell’Università degli Studi di Firenze presenta il monologo Molecole d’autore in cerca di memoria. Un mondo distopico, senza libri e senza memoria dove un uomo qualunque con l’aiuto di insoliti aiutanti – scienza, tecnologia e natura – riesce a ricostruire la sua, e la nostra identità perduta, partendo da un atomo di carbonio;
ore 21.00 – Teatro Civico di Dalmine: spettacolo Noi, robot che indaga la relazione fra uomo e macchina.

Sabato 12 ottobre 2019:
ore 10.00 – Auditorium Same: spettacolo I giochi della scatola di Einstein per avvicinare i bambini alla fisica (replica alle ore 15.00)
ore 15.30 – Centro Congressi: l’alpinista e scienziato Federico Bianchi spiega come comprendere l’enigma dell’origine delle nuvole potrebbe permetterci di prevedere il reale tasso di riscaldamento del pianeta e il ruolo che gioca l’inquinamento dell’aria;
ore 16.00 – Auditorium: Elisabetta Granara parla con i ragazzi di BergamoScienza 2019 di migrazioni e biologia attraverso lo spettacolo Habitat Naturale.
ore 17.00 – Centro Congressi: il geologo Fabrizio Nestola, vincitore dell’Humboldt Research Award 2019, guida il pubblico in un viaggio al centro della Terra per scoprire diamanti super profondi il cui studio ci permette di comprendere come funziona il nostro pianeta a grandi profondità.

Domenica 13 ottobre 2019:
ore 15.00 – Centro Congressi: Tommaso Ghidini, capo della Divisione di Strutture, Meccanismi e Materiali dell’Esa, racconta le (passate e future) missioni di esplorazione e colonizzazione di Luna e Marte e le possibili conseguenze tecnologiche in grado di migliorare la nostra vita sulla Terra;
ore 21.00 – Centro Congressi: il trombettista Avishai Cohen e il pianista Yonathan Avishai salgono sul palco diBergamoScienza 2019 con pezzi originali e improvvisazioni, nella tradizione del jazz. La performance si conclude con una toccante interpretazione della canzone Shir Eres, ninna nanna del compositore israeliano Alexander Argov.

Qui è possibile consultare tutto il programma completo di BergamoScienza 2019