L’ascolto nell’apprendimento: verso nuove frontiere educative

La campanella è ormai suonata in tutte le scuole; si torna in classe e inizia così il nuovo anno, insieme a tutti i nuovi buoni propositi! Se volete aiutare i vostri bimbi ad affrontare questo momento, talvolta un po’ faticoso, una buona medicina è senz’altro l’ascolto di tanta musica. Questa aiuterà a stimolare la mente, a concentrarsi, ad apprendere meglio, ma anche a socializzare, perché un orecchio allenato all’ascolto della musica riuscirà senz’altro ad ascoltare meglio gli altri.

Effetto Mozart
Avete mai sentito parlare di Effetto Mozart? Si tratta di uno studio condotto nel 1993 da due fisici – Gordon Shaw e Frances Rauscher- che provarono a dimostrare  come, l’ascolto della Sonata in Re Maggiore per due pianoforti, K.448 di Mozart, potesse migliorare le capacità cognitive e di apprendimento degli studenti, così come quelle relazionali, compresa anche l’ empatia nei confronti dei compagni. La ricerca fu effettuata  sugli studenti, suddivisi in tre sottogruppi: il primo ascoltò la sonata di Mozart, al secondo venne fatta ascoltare musica easy listening (un altro genere di Musica strumentale), mentre il terzo rimase immerso nel silenzio totale. Quando i due fisici analizzarono i risultati del test rimasero sbalorditi, notando come il gruppo di ragazzi che aveva ascoltato la sonata di Mozart avesse totalizzato un punteggio superiore agli altri studenti, con una media di dieci punti di scarto.

Quando la musica è benefica?
La ricerca di Gordon Shaw e Frances Rauscher fu messa in discussione da diversi studiosi fino a quando Glenn Schellenberg (1996), professore dell’Università di Toronto, condusse uno studio ancor più approfondito su come effettivamente la Sonata di Mozart contribuisse al miglioramento cognitivo, in quanto elemento che sviluppava la dopamina – un mediatore chimico fondamentale per l’attività cerebrale. Lo studio di Schellenberg evidenzierà tuttavia come la musica stimoli la nostra mente, a patto che ciò che stiamo ascoltando ci piaccia – che si tratti di Mozart, piuttosto che dei Rolling Stones o dei Metallica.

Il punto di vista della scienza risulta quindi piuttosto chiaro: la musica è benefica e stimolante, ma solo se la melodia e i suoni che stiamo sentendo sono per noi “amichevoli” e non ci urtano in alcun modo.

A scuola di ascolto
Ascolto, empatia, inclusione, sono gli elementi dell’intelligenza emotiva che arricchiscono lo sviluppo di ogni bambino. Non è un caso che nelle scuole svedesi sia stata introdotta già dallo scorso anno l’ora d’empatia, nella quale i bambini possono condividere i propri problemi e ascoltare quelli altrui senza giudizi né imbarazzo.

Anche in Italia a partire da questo anno scolasticola scuola sperimentale fiorentina (primaria e secondaria) Città Pestalozzi ha introdotto, per la prima volta, nel curriculum scolastico la materia di educazione emotiva che prevede 1 ora alla settimana in cui i bambini si mettono in cerchio scalzi per parlare, confrontarsi, ascoltare i loro compagni, ma anche i brani della loro musica preferita. Ed proprio partendo dall’ascolto – della musica, così come dei racconti, delle fiabe ecc- che il bambino sviluppa la giusta concentrazione, l’empatia e la capacità di tessere relazioni sociali.  Un buon orecchio sarà senza dubbio fondamentale per conoscere sé stessi, gli altri e anche per imparare a stare in comunità. Tramite l’ascolto delle esperienze non si avrà, infatti, più paura ad esprimere le proprie emozioni, anche quelle tenute più nascose, arrivando a scoprire che talvolta molte nostre paure sono simili a quelle degli altri. 

Nata con l’intento di incentivare i bambini all’ascolto di musica e fiabe sonore, Ocarina si trova pienamente allineata con queste nuove tendenze educative:  alla base della sua mission, l’ascolto è considerato come una priorità in ogni momento della vita di un bambino, in classe, ma anche a casa, per ogni tipo di apprendimento.