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The Pond

Oggi Ocarina ascolta #179 – Per un pugno di dollari – Ennio Morricone

Oggi siamo tutti un po’ tristi perché purtroppo ci ha lasciati il grandissimo musicista e compositore Ennio Morricone. Il suo nome rimarrà per sempre scritto nella storia della musica e del cinema per le sue colonne sonore: le più belle del cinema italiano e mondiale. Ocarina vuole ricordarlo ascoltando Per un pugno di dollari, brano principale della colonna sonora dell’omonimo film, diretto da Sergio Leone con cui Morricone ha avuto rapporto di amicizia e di lavoro durato per tutta la vita.

Nonostante centinaia di partiture (si contano più di 500 melodie) che hanno fatto epoca, è senza dubbio il sodalizio con Leone a fare da sigla al cinema di Morricone. I due si conoscono addirittura sui banchi di scuola, alle elementari, quando nel 1964 il regista si rivolge a lui per collaborare a Per un Pugno di dollariil primo film, insieme a Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966), della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood. Nonostante sia costretto a lavorare senza orchestra e con pochi soldi, Morricone arrangerà un vero e proprio capolavoro trasformando un fischio, una tromba, uno sparo in una colonna sonora che sarà descritta come la più “formidabile sintesi dell’epoca western”. Nascerà così il brano Per un pugno di dollari,  caratterizzato da un celebre assolo di tromba, suonata dal pugliese Michele Lacerenza e pubblicato anche su 45 giri. Sempre nella stessa colonna sonora diverrà famoso anche il pezzo fischiato, eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni.

Dal 1946 Morricone scrive anche un centinaio di brani classici. Non manca nemmeno la musica leggera, basti ricordare il successo di Se telefonando di Mina (musica sua, testo di Maurizio Costanzo). Pochi compositori godono inoltre della stima che ha Morricone tra gli amanti del rock, nonostante non abbia mai scritto musica rock. Una musica – quella del premio Oscar- che piace a tutti, che lui stesso ha definito semplice, polare, di facile ascolto anche per i più piccoli.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video del live all’Arena di Verona nel 2013. Il grande maestro con la bacchetta in mano, davanti alla sua orchestra. Così vogliamo ricordarlo.

 

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Oggi Ocarina ascolta #178– Could you be loved – Bob Marley 

40 anni fa e più precisamente il 27 e il 28 giugno del 1980 il profeta del reggae, Bob Marley si esibiva per la prima volta in Italia con due date indimenticabili. E proprio ricordando questi due live, Ocarina ascolta oggi Could you be loved, uno maggiori successi dell’artista giamaicano, una canzone piena di ritmo che già dalle prime note è impossibile non ballare. Il brano fa parte dell’album Uprising pubblicato nel 1980, che fu portato in tour – il tour della Rivolta – anche nelle due tappe italiane: allo stadio San Siro di Milano e il giorno seguente allo Stadio Comunale di Torino. Di fronte ad un pubblico in delirio di 80 mila persone (in realtà c’è chi stimò una folla di 110.000 partecipanti) Bob Marley, saltellando con i suoi dreadlocks agitati in aria, intonò pezzi straordinari, da No Woman No Cry a Jamming, da Exodus a Redemption Song, per poi avviarsi verso il grande finale con Could you be loved

Fin dall’inizio della sua carriera, Bob Marley dedicherà la sua sua musica al tema della lotta contro l’oppressione politica e raziale.  “Ognuno ha la propria testa – ci dice Bob Marley in Could you be loved – così al diavolo se quel che pensi non è giusto!” Il testo del pezzo fu scritto dal cantante mentre si trovava in aereo insieme alla sua band The Weilers con i quali strumentò il pezzo.

Could You Be Loved nascerà così orecchiabile che sarà l’unico singolo di Marley ad entrare nella classifica Dance. Lo spartito della canzone finisce addirittura sui francobolli in Giamaica e il pezzo viene rifatto da moltissimi gruppi: dai Toto che la inclusero nel loro album di cover del 2002 Through the Looking Glass al cantante Britannico Joe Cocker 

Qui potete acquistare Could you be loved

Di seguito il video con il montaggio dei filmati del live di San Siro del 1980.

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Oggi Ocarina ascolta #177– “Everybody Needs Somebody to Love” dal film The Blues Brother

The Blues Brother ha da poco compiuto 40 anni e Ocarina si unisce alle celebrazioni per il compleanno del film più cult di tutti tempi, ascoltando Everybody Needs Somebody to Love. Si tratta di una delle canzoni più famose della pellicola il cui successo è rimasto invariato negli anni. Perfetta per fare festa e ballare insieme ai bambini!
D’altronde anche The Blues Brother è considerato un fenomeno globale, uno dei film più conosciuti al mondo. Nessuno se lo sarebbe aspettato quando il 20 giugno del 1980 uscì in America, dopo svariate vicende produttive. Scritto e diretto da John Landis – lo stesso di Thriller di Michael Jackson, che all’epoca aveva 30 anni – The Blues Brother è un tributo alla musica R&B  e vede la partecipazioni delle più grandi leggende del soul americano James Brown, Cab Calloway, Aretha Franklin, Ray Charles and John Lee Hooker. 

Fin dall’inizio appare chiaro che la musica è un elemento portante del film, tanto da avere un fortissimo potere di coinvolgimento. Bellissima  la colonna sonora che nel 2004 è stata votata la migliore di sempre 

Ancora oggi, persino chi non ha mai visto il film, conosce i due fratelli protagonisti con le loro tenute nere e occhiali da sole o anche il motivetto di Everybody Needs Somebody, che The Blues Brothers band esegue in apertura del mitico concerto al Palace Hotel. Il pezzo registrato dal cantautore americano Bert Berns nel 1964, avrà negli anni varie interpretazioni, dai Rolling Stones a Wilson Pickett. L’interpretazione di John Belushi e Dan Aykroyd passerà alla storia e sarà pubblicata anche nella raccolta Definitive Collection (1992) dei Blues Brothers.

Qui potete acquistare il brano:

Di seguito la scena dell’esibizione in hotel durante la quale The Blues Brothers suonano Everybody Needs Somebody to Love

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Il 21 giugno torna la Festa della Musica!

Il 21 giugno Giugno, il giorno del solstizio d’estate, tutto il mondo danza al ritmo della Festa della Musica. Un grande evento internazionale che si ripete regolarmente da più di un quarto di secolo, legato ai festeggiamenti dell’arrivo dell’estate, data in cui secondo le credenze pagane l’uomo, il sole, la terra e tutte le creature viventi entrano in congiunzione. Insieme ai consueti riti popolari si festeggia così la musica, uno dei mezzi per eccellenza per creare un incontro tra culture e contesti sociali diversi.

La Festa della Musica e le sue origini
“La musica dappertutto, il concerto in nessun luogo” era questo lo slogan della prima edizione nata nel 1982 per la volontà e visione di Jack Lang, Ministro Francese della Cultura e del suo direttore generale per la musica e la danza, Maurice Fleuret. L’idea era quella di dare vita ad una grande festa in cui creare musica e viverla grazie all’organizzazione di numerosissimi concerti gratuiti per un pubblico molto vasto che potesse accedere ad ogni sorta di genere musicale (musica classica, jazz, rock, world music, rap, musiche tradizionali…). Nelle piazze, negli spazii comuni, nelle scuole, nei musei, nelle strade e perfino negli aeroporti, la musica diventa così protagonista di un forte messaggio di accessibilità universale, di invito al viaggio, di comunione e comunicazione tra ogni popolo e cultura. Questo messaggio verrà poi ripreso negli anni successivi, quando la Festa della Musica diverrà un evento internazionale. Più precisamente, nel 1985 la manifestazione oltrepassa i confini francesi in occasione dell’Anno Europeo della Musica. Nel 1995 si diffonde in molte capitali del mondo, diventando nota come il World Music Day, uno dei più importanti eventi a valore culturale che sia mai stato istituito.

La Festa della Musica oggi
In meno di 10 anni la Festa della Musica viene celebrata in 85 paesi, nei cinque continenti. Solo in Francia permette ogni anno l’organizzazione di 18 000 manifestazioni sonore, per circa 5 milioni di musicisti, riunendo più di 10 milioni di spettatori. Nel 2019 in Italia grazie al lavoro fatto dalla AIPFM (Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica), hanno aderito più di 280 città, dando vita a una rete distribuita su tutto il territorio nazionale. In totale sono stati circa 700 concerti di musica dal vivo in tutte le città, principalmente all’aria aperta, con la partecipazione di musicisti di ogni livello e di ogni genere.
I numeri sono altrettanto alti in tanti paesi del mondo, dove con il passare degli anni la Festa della Musica sta diventando un importante evento, portatore di nuove tendenze musicali, favorendo così la visibilità di attività artistiche e culturali: rinnovamento delle musiche tradizionali, esplosione delle musiche del mondo, sviluppo dei cori, apparizione del rap, della techno, delle musiche urbane, ecc.

Festa della Musica 2020
Il 21 giugno 2020 rappresenterà un giorno ancora più straordinario per gridare a tutti l’importanza della Musica. Nonostante le molte incertezze organizzative causate dall’emergenza sanitaria, quest’anno la Festa della Musica si farà.
Ora più che mai è fondamentale ‘riaccendere’ la musica, creare un momento in cui esprimere la voglia di vivere e di ritorno alla normalità. Perché, così come abbiamo visto nei numerosi flash mob dai balconi, nei concerti digitali, la musica aiuta a sopportare anche le situazioni peggiori, regala momenti di condivisione e vicinanza.
E’ importante festeggiare i musicisti e tutti coloro che lavorano con e per la musica.
E proprio per evitare che la Festa della Musica 2020 non sia celebrata senza musica, negli ultimi giorni è montata sui social la protesta lanciata da La Musica che Gira, l’unione dei lavoratori della filiera musicale, che con gli hashtag #senzaMusica e #IoLavoroConLaMusica, chiedono al governo di tenere conto delle esigenze di tutti coloro che lavorano del settore musicale nel decreto rilancio post covid. Una protesta raccolta da molti musicisti, da Vasco Rossi ai Subsonica, da Jovanotti a Piero Pelù, passando attraverso migliaia di tecnici, promoter, consulenti, etichette discografiche, agenzie di booking e proprietari di live club che con il lockdown hanno subito un forte arresto con gravi ed inevitabili conseguenze.
In Italia sono numerose le città che il 21 giugno festeggeranno. Una delle più importanti celebrazioni si tiene a Roma che farà un omaggio a Ezio Bosso, cittadino onorario dal 20 giugno del 2019, recentemente scomparso. Tutta la città saluterà – con performance libere e di qualsiasi genere musicale – il Maestro che ci ha raccontato e dimostrato l’amore per la musica.
Musicisti, appassionati, professionisti e soprattutto amatori, sono così invitati a celebrare con rituali spontanei, suonando e cantando all’aperto, nelle piazze, nei cortili, ma anche dalle finestre e balconi delle proprie case.  Si festeggerà la musica con gioia, condivisione libertà e amore.

Ocarina sarà in prima fila e voi siete pronti?

 

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Oggi Ocarina ascolta #176– “Les enfants s’ennuient le dimanche” dal film Gli Anni in Tasca – François Truffaut

Per tutti i bambini di tutta Italia sono arrivate le vacanze e noi di Ocarina vogliamo fare festa ascoltando Les enfants s’ennuient le dimanche, brano dolce e delicato che fa parte della colonna sonora de Gli anni in Tasca, film indimenticabile diretto da François Truffaut nel 1976.

Siamo negli anni Settanta a Thiers, in un villaggio al centro della Francia. L’estate è vicina e l’anno scolastico sta per concludersi in una colonia estiva…la scuola, poi la casa, lo studio, i giochi, il cinema, le amicizie, il male, i primi flirt vengono raccontati da Truffaut attraverso gli occhi dei ragazzi, tanto da far diventare il film una vera e propria rappresentazione collettiva di tutta l’infanzia.

E’ proprio l’ultimo giorno di scuola che si svolge il commovente dialogo tra il maestro Richet ed i suoi allievi, una quinta elementare. L’ultima scena del film – forse anche la più famosa- in cui Richet cercherà di spiegare ai suoi alunni quanto sia difficile essere bambini in un mondo di adulti ma anche quanto sia bella la vita e quanto sia importante amare tutte le persone nuove che incontreranno in futuro, in vacanza e nelle classi superiori.
Quest’anno purtroppo l’ultimo giorno di scuola è stato molto diverso, ma noi di Ocarina vogliamo pensarlo così!

Qui potete acquistare Les enfants s’ennuient le dimanche la canzone di aperture e chiusura al film scritta e cantata dal cantautore francese Charles Trenet

Di seguito vi invitiamo a guardare lo straordinario discorso del maestro Richet ai bambini della sua classe.

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Oggi Ocarina ascolta #175– Le canzoni più belle di Francesco Guccini

Tra pochi giorni Francesco Guccini compirà 80 anni e Ocarina non vuol perdere l’occasione per festeggiare questa importante ricorrenza ascoltando alcune delle sue canzoni più belle.

Costellata da intramontabili successi, la carriera del grande artista romagnolo ha inizio più di 40 anni fa con ben 16 album all’attivo. Non è affatto facile stilare una classifica dei brani, uno più bello dell’altro e senza dubbio inter generazionali, tanto che piacciono ai più vecchietti, ai giovani, ma anche ai bambini.

Tra le canzone che vi consigliamo di far ascoltare ai vostri bimbi senza dubbio Il vecchio e il bambino e la La canzone dei dodici mesi, entrambe vere e proprie poesie, contenute all’interno di uno dei suoi album più noti Radici del 1972.

Dolce e dal testo molto cantabile, Il vecchio e il bambino racconta il passaggio del testimone da una generazione all’altra. Negli anni ’70 e 80 è stato uno dei pezzi preferiti nelle scuole, nell’attività scoutistica e in generale in molti movimenti e associazioni giovanili. La canzone dei dodici mesi descrive invece il trascorrere di un anno, mese per mese, dal punto di vista di chi cerca un senso ai vari momenti dell’esistenza.

E ancora, La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) scritta dal cantautore nel 1966 è un vero e proprio manifesto pacifista, che tutti i bambini dovrebbero ascoltare per conoscere i crimini del nazismo, purtroppo ancora molto attuali.

Da sempre impegnato a guardare la realtà da più punti di vista, Guccini si è schierato molto spesso dalla parte dei giovani, esortandoli ad assumere un pensiero critico. Già a partire da Dio è morto, nel 1967, il cantautore si distacca da chi si accanisce contro i giovani, leggendoli come vuoti di ideali, sogni e coraggio. Al contrario racconta di una generazione “preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi”, capace dunque di costruire un mondo nuovo e migliore.

Guccini ama le storie, ama scriverle, ama raccontarle in canzoni…canta di politica, di giovani, di ideali, di amore, di storie di vita particolari, dando loro dei significati universali.

Eskimo, da molti considerato un capolavoro, un pezzo di storia in assoluto, è il racconto di amore non convenzionale, tra un giovane che aveva “la rivolta tra le dita” e una “ragazza con il paletò”. La canzone è contenuta nell’album Amerigo (1978) ed è ambientata in un clima rivoluzionario ormai passato del Sessantotto, il rifiuto della religione e del sistema e la scoperta delle droghe e del sesso… il tutto è guardato con nostalgia da una voce narrante ormai adulta.

Anche in Locomotiva, probabilmente una delle sue ballate più popolari, Guccini racconta una storia vera, che ha come come protagonista il macchinista (fuochista) anarchico Pietro Rigosi. Ancora una volta affronta il tema dell’uguaglianza, della giustizia sociale e della libertà.

Con Locomotiva Guccini concludeva i suoi bellissimi concerti e anche noi vogliamo così concludere il nostro omaggio a questo grandissimo artista.

Se come noi avete nostalgia dei live di Guccini, vi consigliamo di vedere il video (che vi riportiamo di seguito) di una sua esibizione all’RSI Televisione Svizzera Italiana nel gennaio del 1982.

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Oggi Ocarina ascolta #174 – Satellite of Love – Lou Reed

Due giorni fa tutto il mondo ha assistito all’inizio di una nuova era spaziale! Per la prima volta nella storia due astronauti sono andati nello spazio a bordo di un taxi privato, la capsula Crew Dragon!

E anche Ocarina era pronta a veder sfrecciare nel cielo la navicella che già pochi minuti dopo il decollo sembrava un piccolo puntino luminoso. Ci siamo sentiti un po’ come il protagonista di Satellite of Love, canzone scritta da Lou Reed che parlava appunto di un uomo che osservava il lancio di un satellite in televisione. Oggi ne approfittiamo per ascoltare questo bellissimo brano, uno dei più conosciuti del repertorio di Lou Reed, ma anche uno dei capolavori del Rock.

Scritto e interpretato dal rocker newyorkese quando ancora faceva parte dei Velvet UndergroundSatellite of Love fu pubblicato nel 1972 all’interno del mitico album Transformer. Si tratta del  secondo lavoro in studio da solista per Lou Reed, che vide la collaborazione e la produzione del grande David Bowie.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video

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Oggi Ocarina ascolta #173 – Beautiful Boy – John Lennon

Oggi Ocarina ascolta Beautiful Boy, una ninna nanna dolce ed emozionante scritta da John Lennon per il suo secondo figlio Sean. Da molti considerato uno dei capolavori dell’artista, il brano fu composto nell’estate del 1980 durante una vacanza alle Bermuda per essere selezionato pochi mesi dopo come ultima traccia del primo lato dell’album Double Fantasy.

Già nel 1968 Lennon aveva dedicato Goodnight (ultima traccia del “White Album”) al figlio Julian: dodici anni dopo volle dedicarne una seconda all’altro figlio Sean per il quale aveva rinunciato all’attività discografica dal 1975, deciso a non ripetere gli errori commessi con Julian (del quale non si era praticamente mai occupato negli anni trascorsi con i Beatles e con il quale aveva solo da poco riallacciato i rapporti).

L’accompagnamento di Beautiful boy richiama volutamente la musica giapponese, desiderando manifestare un segno d’affetto sia nei confronti del figlio sia della moglie Yoko. All’inizio della canzone Lennon rincuora il figlio che si è svegliato di soprassalto a causa di un incubo… accanto a lui c’è ora pronto a confortarlo il suo papà. Lennon non riesce a contenere la gioia che gli ha regalato la nascita del figlio e ripete come un mantra il ritornello “beautiful boy”, confermando il suo commosso amore paterno

Ed è proprio è proprio all’interno di questo brano che si trova la famosa frase: “Life is what happens to you while you’re busy making other plans” (La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri piani).

Beautiful Boy è una delle canzoni più conosciute e interpretate nel mondo della musica e dello spettacolo. Qualche anno dopo la sua pubblicazione, Paul McCartney, ospite della trasmissione radiofonica “Desert Island Discs”, dichiarò che fosse una delle sue canzoni preferite e che avrebbe sicuramente “voluto averne una copia con sé qualora fosse naufragato su un’isola deserta”.

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Oggi Ocarina ascolta #172 – Following, A Bird – Ezio Bosso

Oggi Ocarina vuole omaggiare il grande compositore, pianista e direttore di orchestra Ezio Bosso scomparso tre giorni fa. Per l’occasione ha scelto Following, A Bird, uno dei suoi brani più famosi con cui nel 2016 commosse e incantò il pubblico del Festival di Sanremo. La composizione è contenuta nel suo album da solista The 12th Room del 2015, che dopo quell’esibizione sanremese, applauditissima, finì subito in classifica.

Fermamente convinto che la musica fosse un importante nutrimento fin da bambini, Ezio Bosso sosteneva la necessità di introdurre l’educazione musicale a partire dalla scuola materna. Nel suo libro I miei 2 giugno dedicato appunto alla musica ed ai bambini, il maestro evidenziava un diffuso fraintendimento tra l’educazione alla musica e l’educazione allo strumento. “L’ascolto e la conoscenza della musica sono essenziali e indispensabili alla comprensione del resto” sosteneva. E ancora parole e pensieri che noi di Ocarina condividiamo a pieno: “Bisognerebbe portare i bambini ad ascoltare la musica. Lasciare che lo stupore si impossessi di loro. Questa, secondo me, è la vera magia. Non costringerli a cantare e a ballare solo per il piacere della zia di turno…” Per Bosso la strada da intraprendere era una sola: iniziare a suonare e ad ascoltare fin da piccoli, imparare la magia della musica.

Qui è possibile acquistare il brano Following, A Bird

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Oggi Ocarina ascolta #171 – My Boy Lollipop – Millie Small

Ieri è stata celebrata la Festa della Mamma e oggi Ocarina vuole omaggiare tutte le mamme del mondo ascoltando il bellissimo e danzereccio pezzo My Boy Lollipop di Millie Small, cantante giamaicana, davvero speciale scomparsa da pochi giorni.

Nata in Giamaica 73 anni fa, Millie Small, nome d’arte di Millicent Dolly May Small, fu scoperta quando era giovanissima. A soli 12 anni vinse il suo primo concorso canoro in in Inghilterra, momento che segnò l’inizio della sua vita come cantante. Il successo arrivò nel 1963 quando incise il suo singolo My Boy Lollipop, uno dei brani ska (o Bluebeat) più venduti di tutti i tempi. La canzone, ideale per fare festa (impossibile ascoltarla senza ballare) renderà popolare un suono precedentemente considerato ai margini del mainstream tradizionale.

In quegli anni Millie Small, insieme al suo produttore Blackwell, girarono tutto il mondo per partecipare a spettacoli musicali e televisivi.

La carriera di Millie Small, dopo tre album pubblicati (“My Boy Lollipop”, “Sings Fats Domino” e “Time Will Tell”), si interruppe nel 1970. Nel 2011 è stata insignita dal governo giamaicano dell’Order of Distinction con il grado di Commander per il suo contributo all’industria musicale giamaicana. Nel 2012 la sua hit My Boy Lollipop fu cantata in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Londra.

Qui è possibile acquistare My Boy Lollipop
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