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The Pond

Oggi Ocarina ascolta #140 – Oh Happy Day – Joan Baez

Il 15 agosto di 50 anni fa si teneva il festival di Woodstock, uno dei festival rock più importanti della storia. E proprio per celebrare questa manifestazione, Ocarina ha realizzato nelle ultime settimane una playlist che oggi conclude con una bellissima e importante canzone interpretata da Joan Baez: Oh Happy Day. 

Brano gospel del XVII secolo, Oh Happy Day fu inciso e pubblicato come singolo nel 1968 dagli Edwin Hawkins Singers e divenne subito una hit internazionale.

In Italia è da sempre erroneamente considerata una canzone natalizia legata alle celebrazioni dell’anno nuovo, a causa della pubblicità di una nota marca di vini e spumanti proposta agli inizi degli anni ’80. In realtà si tratta di un inno  alla fede trovata o ritrovata, e viene solitamente cantato nelle chiese protestanti per il battesimo o la cresima. 

Negli anni molti artisti hanno interpretato Oh Happy day; una delle più famose cover è quella di Joan Baez, che l’artista cantò il 15 agosto del 1969, proprio durante la prima giornata del festival di Woodstock.

Con questa bellissima interpretazione Ocarina termina quindi il suo viaggio tra le canzoni che hanno reso indimenticabile lo storico festival e coglie anche l’occasione per augurarvi delle bellissime vacanze! 

Qui potete ascoltare la canzone

Di seguito il video

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Oggi Ocarina ascolta #139 – The Weight – The Band

Oggi Ocarina riprende la sua playlist  dedicata al 50° anniversario del Festival di Woodstock, ascoltando The Weight, famoso brano scritto da The Band nel 1968. Ed è proprio con questo pezzo che lo  storico gruppo rock canadese – statunitense, aprì la sua performance al festival. 

The Weight è senz’altro una delle canzoni più conosciute della Band e una fra le più celebri della controcultura della fine degli anni sessanta. Sebbene all’epoca non ebbe molto successo, negli anni è diventata un simbolo quasi sacrale della musica americana.

Take a load off, Fanny
Take a load for free
Take a load off, Fanny
And (and) (and) you put the load right on me
(You put the load right on me)

Così canta il ritornello, sempre uguale, ripetuto alla fine di ogni strofa che parla di un viaggiatore la cui meta e il cui futuro sono ignoti.

The Weight è una canzone bella e malinconica, molto adatta da ascoltare in viaggio.

Qui potete acquistarla

Di seguito il video

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Il fine settimana di Ocarina #137 – Effetto Venezia – Livorno

Questo fine settimana torna a Livorno uno degli appuntamenti estivi più attesi: Effetto VeneziaCinque serate all’insegna dell’arte, della musica e del teatro. Il tutto si terrà tra i suggestivi canali, le strade e le piazze del bellissimo centro storico della città. 

Come ogni anno la musica è una delle più importanti protagoniste della manifestazione.

Il palco principale, collocato in piazza del Luogo Pio, ospiterà concerti gratuiti con nomi importanti della scena musicale italiana: Francesco Motta (1 agosto), Killer Queen (2 agosto), Enrico Nigiotti (3 agosto), per concludere con un omaggio al grande Faber, con Morgan, il M° Mauro Pagani e Bobo Rondelli (4 agosto).

Nel settecentesco cortile di Palazzo Huigens torna con un “Omaggio ai Queen” il pianista di fama internazionale, il livornese Gabriele Baldocci (2 agosto).

Sul palco “Manlio Pepe” di Largo Strozzi, si tiene Note Blues, dove stasera, 1 agosto si esibirà il chitarrista Roberto Luti. Nelle serate successive: la musica Blues sarà proposta in ogni sua sfaccettatura da gruppi locali e non solo.

La Fortezza Vecchia (Quadratura dei Pisani) proporrà invece ogni sera (alle 19) “Welcome on sofa” condotto da Alessia Cespuglio Stefano Santomauro: un incontro con i big del palco centrale e gli artisti della manifestazione per una intervista libera su temi di attualità, cultura e musica. A seguire musica con dj set e iniziative varie.

Tante anche le iniziative per bambini:

tutte le sere dalle 19,30 in Piazza dei Domenicani la compagnia Todo Modo, già attiva dalla fine degli anni ’90, presenta un nuovo progetto che si ispira alla Livorno del ‘600, crocevia dei mercanti, avventurieri e artigiani. Nella piazza sarà riprodotta un’area laboratoriale di arti e mestieri in cui verranno allestite quinte, fondali, tavoli da lavoro, attrezzerie e prodotti scenici poi impiegati nelle performance serali.

Da stasera fino al 4 agosto, A Scali Rosciano, alle  21.00 si tiene Effetto burattini, spettacoli e laboratori di burattini con l’artista Raul.

Domani fino a chiusura della manifestazione, a Scali del Pesce, alle ore 21.00 si festeggia con l’animazione di strada Spiderman e Trampolieri e con laboratori di giocoleria, bolle e clownerie a cura di Koala Ludobus. Infine segnaliamo (ogni sera , alle ore 21) in Via San Marco, i laboratori grafico-pittorici, giochi da tavolaa cura di Koala Ludo.

Qui è possibile consultare il programma completo della manifestazione

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Oggi Ocarina ascolta #138 – With a Little Help from My Friends – Joe Cocker

Continuiamo il nostro viaggio musicale tra le canzoni più famose che hanno segnato la storia di Woodstock, il festival più famoso di tutti i tempi, che il 15 agosto compie 50 anni. 

Oggi Ocarina ascolta With a Little Help from My Friends, famosissimo brano scritto da John Lennon e Paul McCartney nel 1967 con cui Joe Cocker chiuse il suo concerto a Woodstock – il primo del terzo giorno –  e che sarà ricordato come uno dei vertici emotivi del Festival. Una cover straordinaria che Joe Cocker riarrangiando il brano originario dei Beatles in stile rhythm’n’ blues, in una tonalità differente, e con una lenta introduzione strumentale originale. 

La cover di With a Little Help from My Friends diventerà una delle canzoni più famose di Joe Cocker e sarà la cosa per cui il l’artista verrà ricordato, insieme alla sua interpretazione di You Can Leave Your Hat on che accompagnò lo spogliarello di Kim Basinger in Nove Settimane e mezzo.

Qui potete acquistare il brano.  

Di seguito il video in cui Joe Cocker esegue magistralmente la canzone sul palco di Woodstock.

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Il fine settimana di Ocarina #136 – Florence Folks Festival – Firenze

Fino a sabato 27 luglio, si tiene alla Manifattura Tabacchi di Firenze, il Florence Folks Festival, una festa popolare urbana che unisce dimensione locale ed internazionale, bambini, famiglie, fiorentini, ma anche stranieri in visita a Firenze.

Il Festival (ad ingresso gratuito) è organizzato dall’associazione La Scena Muta insieme alla Manifattura Tabacchi e propone una ricca selezione musicale che spazia tra suoni contemporanei e tradizionali, ma anche laboratori per bambini, talk della rassegna Liindi – Librerie Indipendenti e di Ruffino Cares, un’area market e un’area baby e l’immancabile Sagra della violetta, la melanzana fiorentina. 

Partiamo dall’Arcobaleno dei suoni, i laboratori musicali per i bambini, organizzati in collaborazione con la scuola di musica di Settignano. Un momento in cui il gioco sarà unito alle note: i piccoli potranno scoprire il mondo del suono attraverso l’uso dei colori e la percezione della natura. Sarà possibile provare oltre 30 strumenti musicali;  verranno insegnate canzoni e inventati rumori. Si faranno giochi per migliorare il senso del ritmo,  sempre seguiti da insegnanti professionisti. I laboratori sono gratuiti, aperti a tutti, e si tengono in due sessioni serali, alle 19:30 e alle 21.

Tra i tanti concerti proposti, sabato 27 sono in programma tre live che sicuramente piaceranno anche ai bambini. 

La prima band a salire sul palco è l’Orchestrina di Molto Agevole, complesso di musica liscio e da ballo, composta da musicisti di impronta classica, ma anche rock underground. Riprendendo lo spirito degli anni delle balere, ripropongono le musiche di Secondo Casadei, Carlo “Zaclèn” Brighi, Ferrer Rossi, Mario Cavallari, Jaromir Vejvoda, Giovanni D’Anzi, Franco Nebbia e di tanti altri autori di musica dell’epoca d’oro del liscio.

Segue La Nuova Pippolese, nome che prende spunto dal termine “pippolo”, usato dai fiorentini per chiamare il plettro. L’ensemble nasce dall’associazione culturale La Scena Muta con lo scopo di celebrare la funzione sociale delle orchestre di mandolini, diffuse nella prima metà del Novecento a Firenze e riscoprire il ruolo aggregativo della musica. In repertorio le canzoni della tradizione fiorentina, come Il Grillo e la Formica, La biritullera, Mattinata Fiorentina o La porti un bacione a Firenze ed altre inedite.

Infine, conclude la serata, Ghiaccioli e Branzini, artista che unisce la contemporaneità della musica elettronica alla tradizione popolare italiana. Rieditando successi di grandi autori come Secondo Casadei in chiave dance, Ghiaccioli e Branzini fa da tramite tra il passato e i giovani di oggi, raccontando la vera Romagna e il Bel Paese che fu. Tutti i concerti iniziano alle 22.

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Oggi Ocarina ascolta #137 – I Can’t Explain – The Who

Oggi Ocarina è in vena di ballare e ascolta I Can’t Explain degli Who. Riprendendo la playlist dedicata al 50° anniversario del Festival di Woodstock, Ocarina propone questo bellissimo pezzo dello storico gruppo musicale originario di Londra, considerato tra le maggiori band Rock ‘n’ Roll di tutti i tempi. 

Pubblicato nel 1964 negli Stati Uniti, I Can’t Explain è il primo singolo degli Who scritto dal chitarrista Pete Townshend quando aveva 18 anni. E’ un brano che parla di cosa vuol dire essere giovani e incapaci di esprimere i propri sentimenti, una canzone originale che come sostiene il cantante Roger Daltrey in un’intervista alla rivista Uncut, catturava quell’energia e quel testosterone che la band aveva in quel periodo. 

The Who eseguiranno I Can’t Explain durante il popolare show televisivo, Ready, Steady, Go! Un live incendiario e selvaggio in cui il gruppo catturò l’attenzione del pubblico giovane con la distruzione finale degli strumenti. E I Can’t Explain farà parte anche della scaletta degli Who a Woodstock, dove la band fu costretta a suonare a notte fonda a causa di un caos organizzativo. Per questo problema ancora oggi il chitarrista racconta quell’esperienza con un infastidito distacco: proprio lui contrariato dal ritardo prese a calci il regista Wadleigh e diede la chitarra in testa a Abbie Hoffman, figura simbolo dell’attivismo politico americano di quegli anni.
E questi erano gli Who e il loro Rock’n’ Roll!

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video

 

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Il fine settimana di Ocarina #135 – Tolfa Jazz festival

Questo fine settimana torna la 10° edizione del Tolfa Jazz festival, la grande kermesse musicale dedicata alle inconfondibili sonorità di New Orleans.  Dal 19 al 21 luglio i vicoli e le piazze del suggestivo borgo laziale di Tolfa saranno animati da tanta musica: si spazierà dal blues al gospel, dal funk al soul fino al jazz… Tre giorni di divertimento e di aggregazione per adulti ma anche per bambini, un’occasione per ascoltare musica jazz popolare, degli anni ruggenti, adatta a tutti. Il tutto meravigliosamente gratis!  

Il concerto di apertura del festival , venerdì 19 luglio alle 21.30, è affidato a Timothy Martin, tenore e performer afro-americano, fra i massimi divulgatori del gospel in Italia, che dirige per la prima volta l’Amazing Grace Gospel Choir&Purple Voices, due cori gospel in un’unica formazione composta da circa 60 coristi per la musica e il gospel tradizionale.

Sabato 20 luglio, alle 22.30, appuntamento di lusso con Fabrizio Bosso, uno dei migliori trombettisti della scena nazionale e internazionale, che propone Storyville Story, un progetto tutto nuovo in prima assoluta con Mauro Ottolini & Fabrizio Bosso sestet per un appassionante viaggio musicale alle scoperta di New Orleans, delle sue sonorità e degli artisti che ne hanno fatto la storia.

La tre giorni di Tolfa Jazz 2019 si conclude domenica 21 luglio con gli ultimi due concerti: alle 21.30 spazio al trio di Gloria Turrini in “G and The Doctor (s)“, fra Blues, black music, jazz di inizio secolo, gospel e New Orleans style e alle 22.30 spetterà a Leon Beal w/ Sax Gordon & Luca Giordano Band chiudere all’insegna del gospel, blues e soul.

Quest’anno anche tantissime novità, tra queste il Bourbon Street Balcony, la balconata dalla quale saranno lanciate a suon di jazz le celebri collanine del “mardi gras” e il Bikestage “musica a pedali” (sabato 20 e domenica 21, dalle 18.00 a notte fonda) con un pedalatore alla guida di una bicicletta speciale e due perfomer musicisti a bordo.

Attenzione riservata anche ai piccoli con la Disney Parade accompagnata dalle musiche della Tiger Dixie Band (sabato 20 e domenica 21 alle 18.00).

Qui è possibile trovare il programma completo della manifestazione.

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Oggi Ocarina ascolta #136 – Proud Mary –  Creedence Clearwater Revival

Oggi Ocarina continua la sua playlist dedicata al 50° anniversario del Festival di Woodstock. Per l’occasione propone una canzone che parla di viaggio, di un battello a vapore che naviga in su e giù per il Mississippi…Si intitola Proud Mary, famosissimo brano registrato per la prima volta dai  Creedence Clearwater Revival nel 1969 e inserita nell’album Bayou Country. La canzone divenne subito un successo negli Stati Uniti, piazzandosi al secondo posto della Billboard Hot 100. 

Scritto da Fogerty, cantante e compositore, dopo che aveva lasciato l’esercito, il pezzo  mette assieme parti di canzoni diverse, una delle quali riguardava una lavandaia di nome Mary. In particolare la frase Left a good job in the city (Ha lasciato un buon lavoro in città) fu scritta in seguito al congedo dello stesso Fogerty dalla Guardia Nazionale, mentre il verso rollin’ on the river (rotolando sul fiume) fu tratta da un vecchio film di Will Rogers su dei vecchi appassionati di ruote a pale, che a un certo punto cantavano proprio “rollin’ on the river”.

E proprio Proud Mary fa parte del set da un’ora tenuto dai Creedence Clearwater Revival  durante il celebre raduno rock di Woodstock, precisamente nella notte tra sabato 16 agosto e domenica 17 agosto, dopo i Grateful Dead. Per li appassionati dei CCR buone notizie: a partire dal 2 agosto sarà disponibile nei negozi la testimonianza integrale del mitologico live della band a Woodstock!

Qui potete acquistare Proud Mary

Di seguito il video

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Il fine settimana di Ocarina #134 – Mostra “Oltre la Terra” – Sesto San Giovanni (MI)

Se i vostri bambini sono amanti della luna e anche dei racconti di quella notte magica di 50 anni fa che portò l’uomo a mettervi piede per la prima volta, Ocarina vi consiglia di non perdervi la mostra “Oltre la Terra”, visitabile dal 4 al 28 luglio,  allo Spazio Mil a Sesto San Giovanni (Milano)

Si tratta di un articolato percorso espositivo davvero suggestivo, allestito in occasione dei 50° anniversario dell’allunaggio che porta i visitatori alla scoperta dei segreti dell’Apollo 11, dei suoi astronauti e soprattutto della Luna, grazie a installazioni multimediali, proiezioni 3D, documenti, memorabilia, modellini e ricostruzioni davvero uniche.

Attraverso 8 postazioni opportunamente attrezzate con visori VR si può esplorare lo spazio, all’interno di una navicella. Oppure camminare sul suolo lunare proprio insieme ad Armstrong, osservando i crateri di quel paesaggio e la Terra da lontano. Ci si può anche immergere nella missione dell’Apollo, alzando gli occhi ed entrando in una cupola geodetica di 11 metri di diametro. 

Tra le tante cose da scoprire, è possibile trovare le rare «Insurance covers», buste firmate che gli astronauti lasciarono alle famiglie da vendere a caro prezzo ai collezionisti in caso qualcosa fosse andato storto, la famosa “busta volata” portata dall’Apollo 15 sulla Luna, che fece radiare tutto l’equipaggio dalla Nasa e il modello di 5 metri del razzo SaturnV, unica macchina che ha permesso all’uomo di abbandonare la Terra. 

Chiude il percorso della mostra il “Joe Scalise International Airport”, un diorama di 32 mq di un aeroporto internazionale riprodotto nei minimi dettagli con oltre 200 modelli di aerei di linea e che riproduce fedelmente attrezzature, luci e suoni di un’aerostazione.

Infine, da non perdere l’incontro di stasera alle 19,00 con Umberto Guidoniastronauta e astrofisico, che racconterà del suo amore per le stelle, dei 27 giorni vissuti recentemente nello Spazio, dell’addestramento, della volta nella Stazione Spaziale Internazionale, dei sogni da ragazzo e da adulto, della nuova tecnologia, dei progetti, dei viaggi e del futuro…

La mostra è aperta da domenica a giovedì dalle 15 alle 23, venerdì e sabato dalle 16,20 alle 24. Ingresso 5 euro.

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Oggi Ocarina ascolta #135 – Summertime – Janis Joplin

Correva l’anno 1969, quando nelle campagne non lontano da New York si tenne il più grande festival musicale che si fosse mai visto al mondo. Oltre 400.000 persone, ma alcuni giurano che fossero molte di più, parteciparono alla 3 giorni di concerti rock di Woodstock.

Il mese prossimo, il 15 agosto, ricorre il cinquantesimo anniversario di questo festival, il più ‘rivoluzionario’ di sempre. Fu infatti un momento storico, in cui si condensarono a livello musicale e culturale tutti i valori di quell’epoca, il pacifismo, il femminismo, la libertà di orientamento sessuale e più in generale la profonda revisione dell’impostazione sociale tradizionale, evidentemente ormai troppo rigida ed opprimente per le nuove generazioni.

Oggi siamo tutti figli di quell’epoca, nel bene e nel male, ed è per questo che abbiamo pensato fosse bello ritagliare da quei 3 giorni di Woodstock una piccola colonna sonora dedicata ai bambini di oggi.

Partiamo con una canzone dedicata all’estate tra le più conosciute e più interpretate al mondo, dal titolo Summertime, nella meravigliosa interpretazione di Janis Joplin.

Composta da George Gershwin per l’opera Porgy and Bess del 1935, Summertime si colloca nell’immaginario collettivo come una ninna nanna senza tempo, dall’approccio blues, dolce, che arriva direttamente al cuore. Innumerevoli sono state le reinterpretazioni di Summertime, si conoscono versioni Jazz, Blues, Pop, Rock, Hip Hop e perfino Reggae. Mitiche le versioni di Ella Fitzgerald, Nina Simone, Frank Sinatra etc. etc… 

Ma l’interpretazione più iconica è senz’altro quella di Janis Joplin, che la cantò per la prima volta nel 1969 proprio al Festival di Woodstock, peraltro poco prima della sua prematura scomparsa.

Qui è possibile acquistarla

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