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The Pond

Oggi Ocarina ascolta #182 – Time is on my side – The Rolling Stones

Tanti auguri Mr Jagger! Ieri lo storico leader dei Rolling Stones ha compiuto 77 anni e Ocarina lo vuole festeggiare con una delle sue canzoni dal titolo quanto mai profetico: Time is on my side. Eh sì il tempo passa anche per le leggende, ma nel caso di Jagger proprio non si direbbe. Quest’anno l’inossidabile rocker festeggerà il suo compleanno proprio nella terra di Ocarina, la Toscana e più precisamente nella splendida cornice di Castagneto Carducci, incantevole luogo che ha dato i natali al grande Giosuè Carducci.

Time is on my side fu scritta da Norman Meade  (autore anche di altre canzoni degli anni ’60) e registrata per la prima volta dal compositore e trombonista jazz Kai Winding nel 1963. L’anno seguente fu incisa e pubblicata dai Rolling Stones come singolo. Il brano proiettò la band britannica in una dimensione internazionale, dando il via all’esplosione creativa dei due leader Jagger e Richards. Molti critici musicali sostengono che probabilmente il titolo sia stato interpretato, da parte dei giovani e giovanissimi che ne decretarono il successo, come una orgogliosa affermazione della forza che il tempo dava loro nei confronti degli adulti…

Il successo e la vena creativa della band furono poi confermati nel 1965 con l’uscita di As tears go by, brano dalla melodia delicata, accompagnata da chitarre acustiche e orchestra d’archi. Perfetto anche come ninna nanna rock! Anche As tears go by parla della vita e del tempo, ma questa volta dalla prospettiva di una persona matura, che guarda i bambini giocare e si rende conto del tempo che passa.

Qui potete acquistare Time is on my side. Qui As tears go by

Di seguito il video di Time is on my side in cui Rolling Stones interpretano la canzone davanti a un pubblico di teen-ager (probabilmente americani). Si nota chiaramente il coinvolgimento di questi ultimi, e si nota anche l’invito rivolto loro da Mick Jagger sfruttando la seconda strofa (“Go ahead, go ahead and light up the town”): sono loro, i giovani, che devono andare avanti senza paura e accendere le luci della città.

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Oggi Ocarina ascolta #181 – Hula Hoop – Plastic Bertand

Siamo entrati a pieno nel clima estivo, il caldo, il mare il divertimento e Ocarina coglie l’occasione per ascoltare un brano allegro e danzereccio che incendiò l’estate del 1981, facendo ballare i teenagers francesi e italiani dell’epoca. Si intitola Hula Hoop ed è un brano dell’artista belga Plastic Bertand (nome d’arte di Roger Jouret), uno dei cantanti in lingua francese più conosciuto in Italia negli anni ’80.

Con oltre 20 milioni di album venduti in tutto il mondo, 5 dischi di platino e 16 dischi d’oro, Plastic Bertrand vanta una carriera di enorme successo.

Tra i suoi lavori più conosciuti, il singolo Hula Hoop, uscito nell’estate del 1981, che arrivò al 3° posto nella classifica settimanale del 26 settembre di quell’anno. L’anno seguente Bertand uscì con l’altro successo Ping Pong, con il quale fu ospitato al festival di Sanremo.

Nel 2019, dopo 15 anni di assenza, l’artista belga è tornato con un singolo in collaborazione con il dj B-Generation, intitolato No Plastic. Il brano, giocando con il nome del cantante, prende posizione sulla rilevante problematica della “plastica”, sullo sviluppo sostenibile e il cambiamento climatico.

Nella canzone, Plastic Bertrand canta e grida “NO” insieme ad un energico coro di bambini che condividono lo stesso obiettivo e la stessa visione di futuro: un mondo libero dalla plastica.

Qui potete acquistare Hula Hoop

Di seguito il video di Hula Hop e di No Plastic

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Oggi Ocarina ascolta #180 – Nasty Dan – Jonny Cash

Oggi ocarina ascolta Nasty Dan, una canzone per bambini cantata da Jonny Cash che fa parte del bellissimo The Johnny Cash Children’s Album. Se ancora non conoscete questa raccolta del cantautore statunitense, vi consigliamo di ascoltarla, divertirà senz’altro anche i vostri piccoli!
Diventato noto per le sue canzoni country e folk e per i suoi “Folsom Prison Blues”  – brani in cui parla di treno (come metafora del viaggio) e della prigione – Jonny Cash possedeva anche un lato nascosto, più giocoso. Nel 1975 pubblica infatti per la Columbia RecordsThe Johnny Cash Children’s Album, il suo  49° lavoro discografico che include canzoni divertenti, pensate proprio per i bambini.

Nasty Dan è il brano più simpatico. Una canzone popolare che Jonny Cash eseguì nel 1992 durante la sua celebre apparizione al Sesame Street, il famoso programma televisivo educativo statunitense per bambini, debuttato nel 1969, diventato noto per la partecipazione dei pupazzi Muppet.

Per l’occasione Cash, “The Man in Black” – chiamato così in virtù della sua preferenza per gli abiti neri – indossava jeans blu e cantò la sua canzone per Oscar the Grouch il Muppet brontolone che viveva nella pattumiera. Oscar sembra davvero felice e salta fuori dalla lattina quando il cantautore inizia a descrivere Nasty Dan, un uomo birichino che si mangia le unghie a pranzo, non fa mai il bagno, ride e salta di gioia quando un bambino inciampa e cade…

Qui è possibile acquistare Nasty Dan e tutte le altre tracce incluse nel “The Johnny Cash Children’s Album”

Di seguito il video della performance di Jonny Cash durante il Sesame Street

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Oggi Ocarina ascolta #179 – Per un pugno di dollari – Ennio Morricone

Oggi siamo tutti un po’ tristi perché purtroppo ci ha lasciati il grandissimo musicista e compositore Ennio Morricone. Il suo nome rimarrà per sempre scritto nella storia della musica e del cinema per le sue colonne sonore: le più belle del cinema italiano e mondiale. Ocarina vuole ricordarlo ascoltando Per un pugno di dollari, brano principale della colonna sonora dell’omonimo film, diretto da Sergio Leone con cui Morricone ha avuto rapporto di amicizia e di lavoro durato per tutta la vita.

Nonostante centinaia di partiture (si contano più di 500 melodie) che hanno fatto epoca, è senza dubbio il sodalizio con Leone a fare da sigla al cinema di Morricone. I due si conoscono addirittura sui banchi di scuola, alle elementari, quando nel 1964 il regista si rivolge a lui per collaborare a Per un Pugno di dollariil primo film, insieme a Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966), della cosiddetta trilogia del dollaro, diretta da Sergio Leone e interpretata da Clint Eastwood. Nonostante sia costretto a lavorare senza orchestra e con pochi soldi, Morricone arrangerà un vero e proprio capolavoro trasformando un fischio, una tromba, uno sparo in una colonna sonora che sarà descritta come la più “formidabile sintesi dell’epoca western”. Nascerà così il brano Per un pugno di dollari,  caratterizzato da un celebre assolo di tromba, suonata dal pugliese Michele Lacerenza e pubblicato anche su 45 giri. Sempre nella stessa colonna sonora diverrà famoso anche il pezzo fischiato, eseguito dal maestro Alessandro Alessandroni.

Dal 1946 Morricone scrive anche un centinaio di brani classici. Non manca nemmeno la musica leggera, basti ricordare il successo di Se telefonando di Mina (musica sua, testo di Maurizio Costanzo). Pochi compositori godono inoltre della stima che ha Morricone tra gli amanti del rock, nonostante non abbia mai scritto musica rock. Una musica – quella del premio Oscar- che piace a tutti, che lui stesso ha definito semplice, polare, di facile ascolto anche per i più piccoli.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video del live all’Arena di Verona nel 2013. Il grande maestro con la bacchetta in mano, davanti alla sua orchestra. Così vogliamo ricordarlo.

 

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Oggi Ocarina ascolta #178– Could you be loved – Bob Marley 

40 anni fa e più precisamente il 27 e il 28 giugno del 1980 il profeta del reggae, Bob Marley si esibiva per la prima volta in Italia con due date indimenticabili. E proprio ricordando questi due live, Ocarina ascolta oggi Could you be loved, uno maggiori successi dell’artista giamaicano, una canzone piena di ritmo che già dalle prime note è impossibile non ballare. Il brano fa parte dell’album Uprising pubblicato nel 1980, che fu portato in tour – il tour della Rivolta – anche nelle due tappe italiane: allo stadio San Siro di Milano e il giorno seguente allo Stadio Comunale di Torino. Di fronte ad un pubblico in delirio di 80 mila persone (in realtà c’è chi stimò una folla di 110.000 partecipanti) Bob Marley, saltellando con i suoi dreadlocks agitati in aria, intonò pezzi straordinari, da No Woman No Cry a Jamming, da Exodus a Redemption Song, per poi avviarsi verso il grande finale con Could you be loved

Fin dall’inizio della sua carriera, Bob Marley dedicherà la sua sua musica al tema della lotta contro l’oppressione politica e raziale.  “Ognuno ha la propria testa – ci dice Bob Marley in Could you be loved – così al diavolo se quel che pensi non è giusto!” Il testo del pezzo fu scritto dal cantante mentre si trovava in aereo insieme alla sua band The Weilers con i quali strumentò il pezzo.

Could You Be Loved nascerà così orecchiabile che sarà l’unico singolo di Marley ad entrare nella classifica Dance. Lo spartito della canzone finisce addirittura sui francobolli in Giamaica e il pezzo viene rifatto da moltissimi gruppi: dai Toto che la inclusero nel loro album di cover del 2002 Through the Looking Glass al cantante Britannico Joe Cocker 

Qui potete acquistare Could you be loved

Di seguito il video con il montaggio dei filmati del live di San Siro del 1980.

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Oggi Ocarina ascolta #177– “Everybody Needs Somebody to Love” dal film The Blues Brother

The Blues Brother ha da poco compiuto 40 anni e Ocarina si unisce alle celebrazioni per il compleanno del film più cult di tutti tempi, ascoltando Everybody Needs Somebody to Love. Si tratta di una delle canzoni più famose della pellicola il cui successo è rimasto invariato negli anni. Perfetta per fare festa e ballare insieme ai bambini!
D’altronde anche The Blues Brother è considerato un fenomeno globale, uno dei film più conosciuti al mondo. Nessuno se lo sarebbe aspettato quando il 20 giugno del 1980 uscì in America, dopo svariate vicende produttive. Scritto e diretto da John Landis – lo stesso di Thriller di Michael Jackson, che all’epoca aveva 30 anni – The Blues Brother è un tributo alla musica R&B  e vede la partecipazioni delle più grandi leggende del soul americano James Brown, Cab Calloway, Aretha Franklin, Ray Charles and John Lee Hooker. 

Fin dall’inizio appare chiaro che la musica è un elemento portante del film, tanto da avere un fortissimo potere di coinvolgimento. Bellissima  la colonna sonora che nel 2004 è stata votata la migliore di sempre 

Ancora oggi, persino chi non ha mai visto il film, conosce i due fratelli protagonisti con le loro tenute nere e occhiali da sole o anche il motivetto di Everybody Needs Somebody, che The Blues Brothers band esegue in apertura del mitico concerto al Palace Hotel. Il pezzo registrato dal cantautore americano Bert Berns nel 1964, avrà negli anni varie interpretazioni, dai Rolling Stones a Wilson Pickett. L’interpretazione di John Belushi e Dan Aykroyd passerà alla storia e sarà pubblicata anche nella raccolta Definitive Collection (1992) dei Blues Brothers.

Qui potete acquistare il brano:

Di seguito la scena dell’esibizione in hotel durante la quale The Blues Brothers suonano Everybody Needs Somebody to Love

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Il 21 giugno torna la Festa della Musica!

Il 21 giugno Giugno, il giorno del solstizio d’estate, tutto il mondo danza al ritmo della Festa della Musica. Un grande evento internazionale che si ripete regolarmente da più di un quarto di secolo, legato ai festeggiamenti dell’arrivo dell’estate, data in cui secondo le credenze pagane l’uomo, il sole, la terra e tutte le creature viventi entrano in congiunzione. Insieme ai consueti riti popolari si festeggia così la musica, uno dei mezzi per eccellenza per creare un incontro tra culture e contesti sociali diversi.

La Festa della Musica e le sue origini
“La musica dappertutto, il concerto in nessun luogo” era questo lo slogan della prima edizione nata nel 1982 per la volontà e visione di Jack Lang, Ministro Francese della Cultura e del suo direttore generale per la musica e la danza, Maurice Fleuret. L’idea era quella di dare vita ad una grande festa in cui creare musica e viverla grazie all’organizzazione di numerosissimi concerti gratuiti per un pubblico molto vasto che potesse accedere ad ogni sorta di genere musicale (musica classica, jazz, rock, world music, rap, musiche tradizionali…). Nelle piazze, negli spazii comuni, nelle scuole, nei musei, nelle strade e perfino negli aeroporti, la musica diventa così protagonista di un forte messaggio di accessibilità universale, di invito al viaggio, di comunione e comunicazione tra ogni popolo e cultura. Questo messaggio verrà poi ripreso negli anni successivi, quando la Festa della Musica diverrà un evento internazionale. Più precisamente, nel 1985 la manifestazione oltrepassa i confini francesi in occasione dell’Anno Europeo della Musica. Nel 1995 si diffonde in molte capitali del mondo, diventando nota come il World Music Day, uno dei più importanti eventi a valore culturale che sia mai stato istituito.

La Festa della Musica oggi
In meno di 10 anni la Festa della Musica viene celebrata in 85 paesi, nei cinque continenti. Solo in Francia permette ogni anno l’organizzazione di 18 000 manifestazioni sonore, per circa 5 milioni di musicisti, riunendo più di 10 milioni di spettatori. Nel 2019 in Italia grazie al lavoro fatto dalla AIPFM (Associazione Italiana per la Promozione della Festa della Musica), hanno aderito più di 280 città, dando vita a una rete distribuita su tutto il territorio nazionale. In totale sono stati circa 700 concerti di musica dal vivo in tutte le città, principalmente all’aria aperta, con la partecipazione di musicisti di ogni livello e di ogni genere.
I numeri sono altrettanto alti in tanti paesi del mondo, dove con il passare degli anni la Festa della Musica sta diventando un importante evento, portatore di nuove tendenze musicali, favorendo così la visibilità di attività artistiche e culturali: rinnovamento delle musiche tradizionali, esplosione delle musiche del mondo, sviluppo dei cori, apparizione del rap, della techno, delle musiche urbane, ecc.

Festa della Musica 2020
Il 21 giugno 2020 rappresenterà un giorno ancora più straordinario per gridare a tutti l’importanza della Musica. Nonostante le molte incertezze organizzative causate dall’emergenza sanitaria, quest’anno la Festa della Musica si farà.
Ora più che mai è fondamentale ‘riaccendere’ la musica, creare un momento in cui esprimere la voglia di vivere e di ritorno alla normalità. Perché, così come abbiamo visto nei numerosi flash mob dai balconi, nei concerti digitali, la musica aiuta a sopportare anche le situazioni peggiori, regala momenti di condivisione e vicinanza.
E’ importante festeggiare i musicisti e tutti coloro che lavorano con e per la musica.
E proprio per evitare che la Festa della Musica 2020 non sia celebrata senza musica, negli ultimi giorni è montata sui social la protesta lanciata da La Musica che Gira, l’unione dei lavoratori della filiera musicale, che con gli hashtag #senzaMusica e #IoLavoroConLaMusica, chiedono al governo di tenere conto delle esigenze di tutti coloro che lavorano del settore musicale nel decreto rilancio post covid. Una protesta raccolta da molti musicisti, da Vasco Rossi ai Subsonica, da Jovanotti a Piero Pelù, passando attraverso migliaia di tecnici, promoter, consulenti, etichette discografiche, agenzie di booking e proprietari di live club che con il lockdown hanno subito un forte arresto con gravi ed inevitabili conseguenze.
In Italia sono numerose le città che il 21 giugno festeggeranno. Una delle più importanti celebrazioni si tiene a Roma che farà un omaggio a Ezio Bosso, cittadino onorario dal 20 giugno del 2019, recentemente scomparso. Tutta la città saluterà – con performance libere e di qualsiasi genere musicale – il Maestro che ci ha raccontato e dimostrato l’amore per la musica.
Musicisti, appassionati, professionisti e soprattutto amatori, sono così invitati a celebrare con rituali spontanei, suonando e cantando all’aperto, nelle piazze, nei cortili, ma anche dalle finestre e balconi delle proprie case.  Si festeggerà la musica con gioia, condivisione libertà e amore.

Ocarina sarà in prima fila e voi siete pronti?

 

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Oggi Ocarina ascolta #176– “Les enfants s’ennuient le dimanche” dal film Gli Anni in Tasca – François Truffaut

Per tutti i bambini di tutta Italia sono arrivate le vacanze e noi di Ocarina vogliamo fare festa ascoltando Les enfants s’ennuient le dimanche, brano dolce e delicato che fa parte della colonna sonora de Gli anni in Tasca, film indimenticabile diretto da François Truffaut nel 1976.

Siamo negli anni Settanta a Thiers, in un villaggio al centro della Francia. L’estate è vicina e l’anno scolastico sta per concludersi in una colonia estiva…la scuola, poi la casa, lo studio, i giochi, il cinema, le amicizie, il male, i primi flirt vengono raccontati da Truffaut attraverso gli occhi dei ragazzi, tanto da far diventare il film una vera e propria rappresentazione collettiva di tutta l’infanzia.

E’ proprio l’ultimo giorno di scuola che si svolge il commovente dialogo tra il maestro Richet ed i suoi allievi, una quinta elementare. L’ultima scena del film – forse anche la più famosa- in cui Richet cercherà di spiegare ai suoi alunni quanto sia difficile essere bambini in un mondo di adulti ma anche quanto sia bella la vita e quanto sia importante amare tutte le persone nuove che incontreranno in futuro, in vacanza e nelle classi superiori.
Quest’anno purtroppo l’ultimo giorno di scuola è stato molto diverso, ma noi di Ocarina vogliamo pensarlo così!

Qui potete acquistare Les enfants s’ennuient le dimanche la canzone di aperture e chiusura al film scritta e cantata dal cantautore francese Charles Trenet

Di seguito vi invitiamo a guardare lo straordinario discorso del maestro Richet ai bambini della sua classe.

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Oggi Ocarina ascolta #175– Le canzoni più belle di Francesco Guccini

Tra pochi giorni Francesco Guccini compirà 80 anni e Ocarina non vuol perdere l’occasione per festeggiare questa importante ricorrenza ascoltando alcune delle sue canzoni più belle.

Costellata da intramontabili successi, la carriera del grande artista romagnolo ha inizio più di 40 anni fa con ben 16 album all’attivo. Non è affatto facile stilare una classifica dei brani, uno più bello dell’altro e senza dubbio inter generazionali, tanto che piacciono ai più vecchietti, ai giovani, ma anche ai bambini.

Tra le canzone che vi consigliamo di far ascoltare ai vostri bimbi senza dubbio Il vecchio e il bambino e la La canzone dei dodici mesi, entrambe vere e proprie poesie, contenute all’interno di uno dei suoi album più noti Radici del 1972.

Dolce e dal testo molto cantabile, Il vecchio e il bambino racconta il passaggio del testimone da una generazione all’altra. Negli anni ’70 e 80 è stato uno dei pezzi preferiti nelle scuole, nell’attività scoutistica e in generale in molti movimenti e associazioni giovanili. La canzone dei dodici mesi descrive invece il trascorrere di un anno, mese per mese, dal punto di vista di chi cerca un senso ai vari momenti dell’esistenza.

E ancora, La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) scritta dal cantautore nel 1966 è un vero e proprio manifesto pacifista, che tutti i bambini dovrebbero ascoltare per conoscere i crimini del nazismo, purtroppo ancora molto attuali.

Da sempre impegnato a guardare la realtà da più punti di vista, Guccini si è schierato molto spesso dalla parte dei giovani, esortandoli ad assumere un pensiero critico. Già a partire da Dio è morto, nel 1967, il cantautore si distacca da chi si accanisce contro i giovani, leggendoli come vuoti di ideali, sogni e coraggio. Al contrario racconta di una generazione “preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi”, capace dunque di costruire un mondo nuovo e migliore.

Guccini ama le storie, ama scriverle, ama raccontarle in canzoni…canta di politica, di giovani, di ideali, di amore, di storie di vita particolari, dando loro dei significati universali.

Eskimo, da molti considerato un capolavoro, un pezzo di storia in assoluto, è il racconto di amore non convenzionale, tra un giovane che aveva “la rivolta tra le dita” e una “ragazza con il paletò”. La canzone è contenuta nell’album Amerigo (1978) ed è ambientata in un clima rivoluzionario ormai passato del Sessantotto, il rifiuto della religione e del sistema e la scoperta delle droghe e del sesso… il tutto è guardato con nostalgia da una voce narrante ormai adulta.

Anche in Locomotiva, probabilmente una delle sue ballate più popolari, Guccini racconta una storia vera, che ha come come protagonista il macchinista (fuochista) anarchico Pietro Rigosi. Ancora una volta affronta il tema dell’uguaglianza, della giustizia sociale e della libertà.

Con Locomotiva Guccini concludeva i suoi bellissimi concerti e anche noi vogliamo così concludere il nostro omaggio a questo grandissimo artista.

Se come noi avete nostalgia dei live di Guccini, vi consigliamo di vedere il video (che vi riportiamo di seguito) di una sua esibizione all’RSI Televisione Svizzera Italiana nel gennaio del 1982.

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Oggi Ocarina ascolta #174 – Satellite of Love – Lou Reed

Due giorni fa tutto il mondo ha assistito all’inizio di una nuova era spaziale! Per la prima volta nella storia due astronauti sono andati nello spazio a bordo di un taxi privato, la capsula Crew Dragon!

E anche Ocarina era pronta a veder sfrecciare nel cielo la navicella che già pochi minuti dopo il decollo sembrava un piccolo puntino luminoso. Ci siamo sentiti un po’ come il protagonista di Satellite of Love, canzone scritta da Lou Reed che parlava appunto di un uomo che osservava il lancio di un satellite in televisione. Oggi ne approfittiamo per ascoltare questo bellissimo brano, uno dei più conosciuti del repertorio di Lou Reed, ma anche uno dei capolavori del Rock.

Scritto e interpretato dal rocker newyorkese quando ancora faceva parte dei Velvet UndergroundSatellite of Love fu pubblicato nel 1972 all’interno del mitico album Transformer. Si tratta del  secondo lavoro in studio da solista per Lou Reed, che vide la collaborazione e la produzione del grande David Bowie.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video

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