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The Pond

Oggi Ocarina ascolta #174 – Satellite of Love – Lou Reed

Due giorni fa tutto il mondo ha assistito all’inizio di una nuova era spaziale! Per la prima volta nella storia due astronauti sono andati nello spazio a bordo di un taxi privato, la capsula Crew Dragon!

E anche Ocarina era pronta a veder sfrecciare nel cielo la navicella che già pochi minuti dopo il decollo sembrava un piccolo puntino luminoso. Ci siamo sentiti un po’ come il protagonista di Satellite of Love, canzone scritta da Lou Reed che parlava appunto di un uomo che osservava il lancio di un satellite in televisione. Oggi ne approfittiamo per ascoltare questo bellissimo brano, uno dei più conosciuti del repertorio di Lou Reed, ma anche uno dei capolavori del Rock.

Scritto e interpretato dal rocker newyorkese quando ancora faceva parte dei Velvet UndergroundSatellite of Love fu pubblicato nel 1972 all’interno del mitico album Transformer. Si tratta del  secondo lavoro in studio da solista per Lou Reed, che vide la collaborazione e la produzione del grande David Bowie.

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Oggi Ocarina ascolta #173 – Beautiful Boy – John Lennon

Oggi Ocarina ascolta Beautiful Boy, una ninna nanna dolce ed emozionante scritta da John Lennon per il suo secondo figlio Sean. Da molti considerato uno dei capolavori dell’artista, il brano fu composto nell’estate del 1980 durante una vacanza alle Bermuda per essere selezionato pochi mesi dopo come ultima traccia del primo lato dell’album Double Fantasy.

Già nel 1968 Lennon aveva dedicato Goodnight (ultima traccia del “White Album”) al figlio Julian: dodici anni dopo volle dedicarne una seconda all’altro figlio Sean per il quale aveva rinunciato all’attività discografica dal 1975, deciso a non ripetere gli errori commessi con Julian (del quale non si era praticamente mai occupato negli anni trascorsi con i Beatles e con il quale aveva solo da poco riallacciato i rapporti).

L’accompagnamento di Beautiful boy richiama volutamente la musica giapponese, desiderando manifestare un segno d’affetto sia nei confronti del figlio sia della moglie Yoko. All’inizio della canzone Lennon rincuora il figlio che si è svegliato di soprassalto a causa di un incubo… accanto a lui c’è ora pronto a confortarlo il suo papà. Lennon non riesce a contenere la gioia che gli ha regalato la nascita del figlio e ripete come un mantra il ritornello “beautiful boy”, confermando il suo commosso amore paterno

Ed è proprio è proprio all’interno di questo brano che si trova la famosa frase: “Life is what happens to you while you’re busy making other plans” (La vita è ciò che ti accade mentre sei impegnato a fare altri piani).

Beautiful Boy è una delle canzoni più conosciute e interpretate nel mondo della musica e dello spettacolo. Qualche anno dopo la sua pubblicazione, Paul McCartney, ospite della trasmissione radiofonica “Desert Island Discs”, dichiarò che fosse una delle sue canzoni preferite e che avrebbe sicuramente “voluto averne una copia con sé qualora fosse naufragato su un’isola deserta”.

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Oggi Ocarina ascolta #172 – Following, A Bird – Ezio Bosso

Oggi Ocarina vuole omaggiare il grande compositore, pianista e direttore di orchestra Ezio Bosso scomparso tre giorni fa. Per l’occasione ha scelto Following, A Bird, uno dei suoi brani più famosi con cui nel 2016 commosse e incantò il pubblico del Festival di Sanremo. La composizione è contenuta nel suo album da solista The 12th Room del 2015, che dopo quell’esibizione sanremese, applauditissima, finì subito in classifica.

Fermamente convinto che la musica fosse un importante nutrimento fin da bambini, Ezio Bosso sosteneva la necessità di introdurre l’educazione musicale a partire dalla scuola materna. Nel suo libro I miei 2 giugno dedicato appunto alla musica ed ai bambini, il maestro evidenziava un diffuso fraintendimento tra l’educazione alla musica e l’educazione allo strumento. “L’ascolto e la conoscenza della musica sono essenziali e indispensabili alla comprensione del resto” sosteneva. E ancora parole e pensieri che noi di Ocarina condividiamo a pieno: “Bisognerebbe portare i bambini ad ascoltare la musica. Lasciare che lo stupore si impossessi di loro. Questa, secondo me, è la vera magia. Non costringerli a cantare e a ballare solo per il piacere della zia di turno…” Per Bosso la strada da intraprendere era una sola: iniziare a suonare e ad ascoltare fin da piccoli, imparare la magia della musica.

Qui è possibile acquistare il brano Following, A Bird

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Oggi Ocarina ascolta #171 – My Boy Lollipop – Millie Small

Ieri è stata celebrata la Festa della Mamma e oggi Ocarina vuole omaggiare tutte le mamme del mondo ascoltando il bellissimo e danzereccio pezzo My Boy Lollipop di Millie Small, cantante giamaicana, davvero speciale scomparsa da pochi giorni.

Nata in Giamaica 73 anni fa, Millie Small, nome d’arte di Millicent Dolly May Small, fu scoperta quando era giovanissima. A soli 12 anni vinse il suo primo concorso canoro in in Inghilterra, momento che segnò l’inizio della sua vita come cantante. Il successo arrivò nel 1963 quando incise il suo singolo My Boy Lollipop, uno dei brani ska (o Bluebeat) più venduti di tutti i tempi. La canzone, ideale per fare festa (impossibile ascoltarla senza ballare) renderà popolare un suono precedentemente considerato ai margini del mainstream tradizionale.

In quegli anni Millie Small, insieme al suo produttore Blackwell, girarono tutto il mondo per partecipare a spettacoli musicali e televisivi.

La carriera di Millie Small, dopo tre album pubblicati (“My Boy Lollipop”, “Sings Fats Domino” e “Time Will Tell”), si interruppe nel 1970. Nel 2011 è stata insignita dal governo giamaicano dell’Order of Distinction con il grado di Commander per il suo contributo all’industria musicale giamaicana. Nel 2012 la sua hit My Boy Lollipop fu cantata in occasione dell’apertura delle Olimpiadi di Londra.

Qui è possibile acquistare My Boy Lollipop
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“Gugù, la scuola al megafono”: il nuovo progetto che sta tra una scuola e un evento sonoro comunitari

In questo periodo di profonda incertezza e difficoltà in cui le esigenze dei bambini vengono spesso messe in secondo piano, ci sono per fortuna insegnanti e educatori che studiano modi creativi per stare vicini ai loro studenti, utilizzando metodi alternativi alle piattaforme online non sempre funzionali ed accessibili a tutti. 

Con questo intento è nata a Rimini “Gugù, la scuola al megafono”, un’iniziativa unica nel suo genere a livello europeo. Il progetto come raccontano le due ideatrici Alessandra Falconi e Elisabetta Garilli, sta a metà strada tra la scuola a distanza e un evento sonoro comunitario.  A partire dal 25 aprile scorso per 50 giorni dagli altoparlanti del ristorante Artrov, alle 13 di ogni giorno, viene mandata in onda una traccia audio di 5 minuti composta dalle voci dei bambini, delle bambine, delle maestre e degli operatori del progetto. Ogni traccia contiene un allegro jingle iniziale («Ecco qui la nostra scuola: a Rimini vola! Presto, bambini, al balcone si va: dalla finestra si ascolta e si fa»…) preludio di nuove sorprese.

Giorno dopo giorno, le tracce sono composte anche da piccoli indovinelli, inizi di filastrocche da imparare a memoria, osservazioni del cielo per micro progetti di scienze, incipit di racconti e poesie ma anche tanta musica.  Gli audio diffusi dal megafono sono in dialogo virtuale anche con le piattaforme classroom: i bambini potranno proseguire le attività lanciate “on-air”, discuterle con le maestre e tra compagni. E proporne di nuove: i genitori saranno invitati a usare un numero di whatsapp per brevi messaggi vocali (massimo 15 parole) in cui i bambini e le bambine  potranno raccontare qualsiasi cosa vorranno.  

Per ora al progetto hanno aderito la scuola dell’infanzia Gambalunga e la primaria Ferrari, del centro storico. Ma altre se ne stanno già aggiungendo. 

La nonna che prepara il pranzo, il papà affacciato alla finestra, i bambini nelle terrazze, vivono e condividono questa esperienza sonora che magicamente è diventata anche un luogo per consolidare il tessuto multietnico di questa zona del centro cittadino e riconnettere i bambini isolati da questa emergenza sociale. Possono beneficiarne in modo particolare tutti gli studenti più svantaggiati che in questo periodo finiscono per rimanere indietro a causa della mancanza di dispositivi per seguire la didattica a distanza. Non è un caso che “La scuola al megafono” sia stata ispirata al grande Alberto Manzi, maestro televisivo della trasmissione di Non è mai troppo tardi. Il nome Gugù proviene infatti dal folle personaggio letterario dell’omonimo romanzo di Manzi, che vive nelle favelas brasiliane e fa scuola con ciò che ha a disposizione.“L’obiettivo del progetto – racconta Falconi, capofila di progetti educativi internazionali e responsabile anche del Centro Alberto Manzi di Bologna – è appunto quello di poter fare scuola con ciò che si ha a disposizione”.

Preziosa è la supervisione e composizione musicale  dell’artista Elisabetta Garilli, pianista, compositrice, educatrice musicale, Premio Rodari nel 2018 nella sezione “fiabe e filastrocche”. Garilli, che è anche fondatrice del Garilli Sound Project (gruppo cameristico moderno che sviluppa progetti di sperimentazione di nuovi linguaggi musicali anche con strumenti convenzionali), ha realizzato le musiche e jingle del progetto e si occupa di assemblare le tracce audio WMA in MP3, i materiali eterogenei con le voce dei bambini e delle bambine e di tutte le maestre…

“Sono stata felicissima di partecipare a questa iniziativa – ha spiegato Garrilli- perchè tutti i bambini meritano non soltanto la bellezza e il gioco, ma anche un ascolto autentico, non passivo, delle loro voci, dei loro pensieri, delle loro emozioni capaci di smuovere, muovere e commuovere anche l’adulto più restìo”. Una affermazione che noi di Ocarina condividiamo, nella speranza che arrivi un tempo in cui possano essere sempre più proposti percorsi formativi per l’infanzia che utilizzano metodi alternativi come attività di gioco, ascolto e produzione musicale. 

 

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Oggi Ocarina ascolta #170 – Living in a Ghost Town – Rolling Stones

Signore e Signori, bambine bambini, aprite bene le orecchie, oggi vogliamo festeggiare la ritrovata (sebbene con prudenza) libertà, ascoltando i RE!!! Stiamo parlando dei Rolling Stones che la scorsa settimana hanno pubblicato Living in a Ghost Town, la nuova canzone inedita, da molti definita come la colonna sonora della quarantena.

Un brano Reggae funk blues rock, dal testo e video attualissimi…semplicemente perfetto!

Le capitali del mondo isolate per il coronavirus sono protagoniste del bellissimo video di Living in a Ghost Town, il nuovo singolo dei Rolling Stones, uscito il 24 aprile senza preannunci, a 8 anni dalla pubblicazione dei due ultimi loro inediti Doom and Gloom e One More Shot.

La canzone parla di come ci si sente in un posto che prima era pieno di vita e poi che si è svuotato. “La vita era così meravigliosa prima che ci chiudessero tutti, ci sentiamo come un fantasma che in vive in una città fantasma”, canta Mick Jagger.  In realtà il pezzo è stato scritto un anno fa e tenuto in standby. Visto il momento  la band ha deciso di apportare solo alcune modifiche al testo per poi registrarlo a Los Angeles e Londra in lockdown

I fans sperano che Living in a Ghost Town sia una prima anticipazione di quello che sarà il nuovo disco di inediti degli Stones, il primo dopo “A bigger bang” del 2005. Ma ancora la band non si è espressa a tale proposito…

La cosa certa è che Jagger e soci sono in ottima forma: due settimane fa  sono stati infatti tra i protagonisti di One World: Together at Home, il concerto virtuale organizzato da Lady Gaga a sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella lotta al coronavirus.

Qui è possibile acquistare il brano

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Oggi Ocarina ascolta #169 – Fait dodo Cola mon p’tit frère

Oggi Ocarina ascolta una dolce ninna nanna francese Fait dodo Cola mon p’tit frère.

Cantata da tanti genitori di molte regioni della Francia e del Quebec, la nota ninna nanna, ha una melodia che risale al 18° secolo ed ha ancora un autore sconosciuto.

Ci sono varie versioni di Fait dodo Cola mon p’tit frèreci, in tutte si accompagna il bambino Colas (abbreviazione di Nicolas) ad andare a dormire per poi al mattino mangiare una torta o bere cioccolato fatti da mamma e papà!

Molto bella la cover di Fait dodo Cola mon p’tit frère cantata in Creolo (lingua caraibica derivata dal francese ma parecchio diversa) che è possibile trovare all’interno di Lullabies of the World, una antologia musicale delle più belle ninne nanne internazionali, pubblicata per la prima volta nel 1963. Qui potete acquistare il brano, qui la raccolta.

Di seguito il video della ninna nanna con le animazioni per bambini

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Oggi Ocarina ascolta #168 – Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare – Luis Sepúlveda

Oggi Ocarina vuole omaggiare Luis Sepúlveda, il grande e infaticabile cantastorie cileno che ci ha lasciati pochi giorni fa. Per l’occasione ascoltiamo l’audiolibro del suo celebre romanzo per ragazzi Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Pubblicata nel 1996, la storia racconta di un gatto nero grande e grosso di nome Zorba che si ritrova, per una triste e bizzarra concatenazione di eventi, ad allevare una piccola gabbianella, fino ad insegnarle a volare. Una favola sempre attuale che affronta due temi cari a Sepulveda. Il primo è quello dell’ambientalismo e del male che gli umani fanno alla Natura. Il secondo è il tema dell’accettazione e dell’amore per il diverso.

Nel 1998 il romanzo diventò un film italiano per la regia di Enzo D’Alò. La pellicola d’animazione ebbe un grande successo in tutta europa. Lo stesso Luis Sepúlveda vi prese parte in qualità di doppiatore del personaggio, appunto, del poeta.

Molto bella anche la colonna sonora scritta e composta dal musicista inglese David Rhodes, che sarà pubblicata come album nel 1998.

Qui potete acquistare l’audio libro in italiano. Qui l’audiolibro in francese

Di seguito un estratto del film

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Oggi Ocarina ascolta #167 – L’Albero azzurro – Caviezel – Piumini

Oggi Ocarina ascolta L’Albero azzurro, una bella canzoncina per bambini musicata dall’artista Giovanni Caviezel e scritta da Roberto Piumini, grande autore per ragazzi e pedagogo, considerato oggi l’erede di quel maestro della parola che è stato Gianni Rodari.

Il titolo del brano dette il nome al programma televisivo per bambini più longevo della televisione pubblica italiana in onda su Rai 2 negli anni ’90. Presentandosi come primo esperimento televisivo in Italia su target prescolare, il programma Albero azzurro univa il filone pedagogista delle produzioni Rai degli anni ’60 con il lavoro di importanti autori autori come Bruno Munari, Bruno Tognolini e lo stesso Roberto Piumini. Quest’ultimo, oltre a firmare molti testi della trasmissione, narrò anche i racconti dell’Orso Balosso.

E proprio in questi giorno di emergenza sanitaria che Piumini ha scritto la filastrocca “Che cos’è che in aria vola?” per raccontare ai più piccoli il coronavirus in modo rigoroso ma senza ansia e paura. L’idea è stata dell’ospedale milanese San Pio X che ha voluto affidarsi alla saggia penna dello scrittore e poeta Piumini per rivolgersi ai bambini per rispondere a molte delle loro domande e insegnandoli con molti piccoli gesti quotidiani a prevenire il contagio…gesti utili anche contro altri virus come l’influenza stagionale. Qui è possibile ascoltare il podcast Rai Play Radio della filastrocca interpretata da Ilaria Sotis e Claudio De Tommasi

Qui potete invece acquistare la filastrocca L’Albero azzurro.

Di seguito il video:

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Oggi Ocarina ascolta #166 – A inventare i numeri – Gianni Rodari

In questo momento di estremo bisogno di evasione e felicità, Ocarina ascolta una allegra filastrocca di Gianni Rodari dal titolo A inventare i numeri. Una filastrocca che fa parte della raccolta Le favole al telefono – pubblicata dal grande scrittore italiano per bambini nel 1962 – ideale per i bambini che devono imparare a contare.

Inventiamo dei numeri?
Inventiamoli, comincio io. Quasi uno, quasi due, quasi tre, quasi quattro, quasi cinque, quasi sei.

È troppo poco. Senti questi: uno stramilione di biliardoni, un ottone di millantoni, un meravigliardo e un meraviglione.

Con questa simpatica filastrocca, Ocarina coglie l’occasione per festeggiare il grande maestro che quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Ricorrenza importante che viene celebrata con eventi e iniziative; una tra queste100giannirodari.com, il portale in continuo aggiornamento che comprende una miniera di racconti, giochi, notizie idee e tante altre sorprese su Rodari!

Da non perdere anche le “Favole al telefono” in musica, realizzate dalla Fondazione Aida. I brani mp3 sono il risultato di un’esperienza di teatro musicale portata in scena con molto successo in tutta Italia lo scorso autunno. Qui è possibile acquistare l’intera raccolta musicale. Qui A inventare i numeri

Di seguito trovate la videolettura con illustrazioni di A inventare i numeri

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