La festa di Halloween e le paure dei bambini

“Ninna-nanna la Notte è buia ma non fa nessuna paura perché la Notte nera nera è solo il Giorno vestito da sera”

Ci stiamo avvicinando ad Halloween, la notte delle streghe, dei fantasmi e dei mostri che tanto piacciono e tanto impressionano i bambini.
Ma Halloween è anche una festa che trasforma la paura in gioco e in allegria, un modo per esorcizzare le paure che tutti noi abbiamo fin da quando siamo bambini. Vogliamo così cogliere l’occasione per parlare di paura e per riflettere insieme ai genitori su quanto sia giusto affrontare con i propri figli temi che posso far loro paura, come la morte, la separazione, l’ignoto, la cattiveria…

Ogni giorno i bambini si trovano a combattere già con le proprie ombre e per questo motivo in molti ritengono sia utile evitare loro altri traumi, facendoli crescere in un mondo edulcorato dove si nega il confronto con la paura. Addirittura in alcuni casi si arriva anche a demonizzare racconti popolari che parlano di cattivi, orchi o personaggi mostruosi che potrebbero aumentare il senso di insicurezza e di angoscia dei più piccoli. Negli anni molte storie, considerate troppo tristi e cruenti sono state addirittura riscritte e trasformate in cartoni animati colorati e scintillati sempre a lieto fine dove i protagonisti sono personaggi e famiglie felici con vite felici.

 Le fiabe sono tuttavia una metafora della vita e come è possibile negare ad un bambino che esistono morte, dolore e momenti difficili da superare?
In realtà  la paura è un’emozione primaria e con ogni probabilità ha una funzione autoprotettiva utile alla crescita del bambino, perché riesce ad attivare in lui dei comportamenti che lo difendono da potenziali pericoli: se ad esempio un bambino non avesse paura del buio non sarebbe frenato dal camminare in luoghi non sicuri e bui, rischiando facilmente di farsi del male.
Se le diverse paure dei bambini, nel corso della loro crescita, sono potenzialmente infinite e dipendono in larga misura dalla storia individuale, esistono tuttavia una serie di paure che possono essere considerate tipiche dell’età evolutiva (Quadrio Aristarchi, Puggelli, 2006): quella della separazione, del buio, della morte, dell’abbandono, dei serpenti, dei fantasmi, dei mostri, del dottore, ecc. (Per saperne di più consigliamo l’articolo: Quali sono le paure dei bambini…)
Proprio per questo motivo è fondamentale che un genitore aiuti il figlio a riconoscere e comprendere le proprie paure aiutandolo ad esternarle e a superarle. Importante anche capire quando dietro ad alcuni timori si nascondono reali esigenze e richieste di aiuto.

Molte volte le paure dei figli finiscono anche per angosciare i genitori e anzi spesso sono questi ultimi che le alimentano attraverso il meccanismo chiamato “contagio emotivo”.
Se i genitori si spaventano, il bambino sarà molto più spaventato perchè impara e rinforza che quello stimolo è realmente pericoloso; se i genitori al contrario minimizzano quanto accaduto lo aiutano a inquadrare il fatto nella giusta prospettiva (Quadrio Aristarchi, Puggelli, 2006).
Tra i vari metodi e mezzi consigliati dagli psicologi infantili per aiutare i bambini a confrontarsi con le proprie paure (vi segnaliamo l’articolo Paure dei bambini? Niente Panico), il racconto delle fiabe è sicuramente uno dei più efficaci.

Il famoso psicologo Bruno Bettelheim sosteneva che raccontare ai piccoli storie paurose fosse importante perché aiutava loro ad esorcizzare le angosce e a comunicarle esternamente.
Attraverso le favole i bambini imparano a le vivere emozioni forti in modo protetto, senza esserne diretti protagonisti e godendo della vicinanza rassicurante di un genitore. Allo stesso tempo imparano che, così come nelle favole gli eroi ottengono il regno e la felicità, anche nella vita reale è possibile superare le avversità con la forza, l’intelligenza ed il coraggio.
In quasi tutte le fiabe popolari troviamo alcuni elementi ricorrenti come la paura, il coraggio, la sconfitta del pericolo, il lieto fine.
In Cappuccetto rosso, il lupo impersonifica appunto il pericolo che verrà sconfitto grazie al coraggio e all’intelligenza. La storia si conclude con il lieto fine, dove tutti i protagonisti sono più forti e felici di prima. Anche in Hansel e Gretel, i due bambini riescono con coraggio a liberarsi dalla strega e a tornare a casa dal padre. La matrigna di Biancaneve è perfida, malvagia e potente, addirittura usa la magia, ma ugualmente alla fine viene sconfitta!

Come sosteneva lo scrittore Gilbert Keith Chesterton “Le fiabe non raccontano ai bambini che i draghi esistono. I bambini sanno già che i draghi esistono. Le fiabe raccontano ai bambini che i draghi possono essere uccisi”.

La buona notizia è quindi che i cattivi si possono sconfiggere ed è proprio questo che serve ai nostri bambini!