
Ci sono storie che finiscono senza fanfare, ma con la soddisfazione di aver fatto le cose con cura. Ocarina è una di queste.
E’ un’idea nata quindici anni fa da un padre che cercava un modo per far ascoltare ai propri figli musica e storie senza passare da uno schermo, da una connessione, da un algoritmo sponsorizzato. Solo suono, libertà e curiosità.
Intorno a questa idea è nata una squadra che ha costruito Ocarina con una logica di altri tempi: produzione semi–artigianale, materiali onesti, poche scorciatoie.
Era più complicato, spesso più costoso, ma non abbiamo mai voluto fare “un device in più”: volevamo un oggetto che resistesse al tempo e alle mode.
Abbiamo anche accettato la sfida più difficile: dimostrare che il suono, da solo, può bastare. L’abbiamo vinta centomila volte. In questi anni Ocarina ha attraversato case, scuole, ospedali, musei. È partita dal Guggenheim di Venezia, è arrivata alla Philharmonie de Paris, nei cataloghi di design e in mostra alla Triennale di Milano.
Ma il vero riconoscimento viene da chi l’ha accesa, morsa, lanciata, passata di mano in mano — voi, che avete dimostrato che scegliere un prodotto significa anche scegliere dei valori.
Grazie di cuore. E grazie a tutti quelli che hanno lavorato a questo progetto, da vicino o da lontano: è stata una bella avventura insieme.
Realizzare quell’idea “amarcord” è stata una bella impresa; mantenerla viva e sostenibile per quindici anni, una gran soddisfazione. E siccome le storie belle meritano una colonna sonora, abbiamo preparato l’ultima playlist di Ocarina – Ocarina Goodbay Mix su Spotify.
Dentro ci troverete “Closing Time” dei Semisonic (indovinate il perché), “My Way” perché sì, l’abbiamo fatto a modo nostro, “With My Own Two Hands” di Ben Harper perché le mani servono ancora, e “Prospettiva Nevski” di Battiato, perché è la più bella di tutte e punto. C’è spazio per i ricordi d’infanzia – da “Volevo un gatto nero” a “Conan, il ragazzo del futuro”, fino alla sigla di Capitan Harlock, che ha ispirato Ocarina anche nel nome – e qualche deviazione che forse non avete ancora fatto ascoltare ai vostri figli: “Disperato erotico stomp” di Lucio Dalla (aiuto, merita la censura!), “Psycho Killer” dei Talking Heads, “I Wanna Be Sedated” dei Ramones, “The Man With The Red Face” di Laurent Garnier. E se non temete la malinconia, “Pale Blue Eyes” dei Velvet Underground, “Society” di Eddie Vedder e “High and Dry” dei Radiohead — perché i bambini non vanno viziati, ma nemmeno lasciati high and dry.
Poi la festa: “Barbara Ann” dei Beach Boys per scaldare, “Don’t Stop Me Now” dei Queen perché niente ci ha mai fermato, e “Papaoutai” di Stromae a chiudere — la più contemporanea, e per chi vuole sentirci qualcosa in più, forse anche la più Ocarina di tutte.
E vissero tutti felici.. e sognatori — Il Team Ocarina
ps. il sito sarà attivo fino a mercoledì 4 marzo e gli ordini fino a tale data saranno evasi regolarmente.
Ogni Ocarina Classic contiene 10 playlist originali in 5 lingue.
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