Maria Montessori: “la grande narratrice del vero”. Ocarina la ricorda 150 anni dopo la sua nascita

Il 31 agosto del 1870 nasceva Maria Montessori, educatrice, neuropsichiatra infantile, scienziata, filosofa, ideatrice del metodo che porta il suo nome, madre di un pensiero pedagogico senza tempo, diventato eredità per generazioni di insegnanti di tutto il mondo. In questi giorni in molti stanno celebrando i 150 anni dalla sua nascita e anche Ocarina vuole ricordarla parlando delle sue bellissime favole cosmiche.

Come nasce l’universo? Come è iniziata la vita sulla terra? Come diventerà l’uomo? Chi ha inventato le lettere? E i numeri? Sono tutti grandi interrogativi che spesso i bambini a partire dai 6- 7 anni – periodo in cui fanno ingresso alla scuola primaria – iniziano a porsi e a porre ai propri genitori e insegnanti. Partendo dai bisogni evolutivi e dalle caratteristiche psicologiche dei bambini in questa età dello sviluppo, Maria Montessori nel 1935 sviluppa un progetto educativo dal nome “educazione cosmica”. Lo scopo è quello di educare il bambino a realizzare e a soddisfare curiosità di ogni specie, che nascono in lui quando comincia a prendere coscienza delle cose che lo circondano e a desiderare di conoscere le cause e gli effetti, ossia quando la mente sente il bisogno di di approfondire le cose della realtà.

Con la sua visione cosmica Maria Montessori prova a dare una risposta alle domande dei bambini sulle connessioni e sulle relazioni che caratterizzano il nostro Pianeta. Secondo il suo pensiero, il mondo e l’Universo rappresentano un grande ordine, nel quale ogni elemento è interconnesso ed ha un compito cosmico. L’obiettivo primario di ogni educatore è quindi quello di generare un senso d’appartenenza a questo grande mondo e di fornire le chiavi necessarie per riuscire a interpretarlo. Solo sviluppando una visione ecologica e responsabile del mondo, è possibile coglierne la complessità e la bellezza e sentirsi parte come soggetti attivi.

Le cinque favole cosmiche

Nel suo progetto educativo Maria Montessori propone cinque favole cosmiche: narrazioni avvincenti e coinvolgenti destinate alle prime classi della scuola primaria che i bambini vengono invitati ad ascoltare seduti in cerchio su un tappeto o sui cuscini. Tali favole costituiscono uno strumento didattico prezioso e molto utilizzato ancora oggi dai maestri montessoriani; uno strumento che inaugura il viaggio dei bambini nell’esplorazione dell’ordine cosmico e dell’armonia dell’universo, nonché allo studio della storia e della geografia, della biologia, del linguaggio e della matematica.

La prima favola introduce il bambino alla teoria della creazione dell’universo, parla delle origini del Tutto. Pur essendo nota con il nome storico di “Iddio che non ha mani”, in molte scuole montessoriane si preferisce sostituire la parola Dio con la parola Natura, o con la forza creatrice dell’universo. A distanza di una o due settimane dalla lettura della prima favola, si racconta la storia che narra di come sul pianeta si è formata la vita, poi quella sull’avvento dell’essere umano e le altre a seguire. La parola narrata rende capaci i bambini di contestualizzare il presente tra passato e futuro, con uno sguardo rivolto al contempo alle proprie origini e alla responsabilità di contribuire alla salvaguardia e allo sviluppo del nostro pianeta.

Narrare il vero

Mario, figlio di Maria Montessori e suo stretto collaboratore, amava definire la madre “la grande narratrice del vero”. Non è un caso, infatti, che le favole cosmiche abbiano carattere di realtà e si inseriscano all’interno dell’ordine naturale delle cose. Il linguaggio immaginifico e talvolta allegorico delle narrazioni montessoriane costruisce quindi, uno strumento per colpire l’interesse del bambino. In tale contesto la fantasia rappresenta secondo Maria Montessori un mezzo per far esplorare il mondo e la realtà ed è assolutamente importante che non venga relegata al mondo della “fantasticheria” e delle fiabe. Quest’ultime d’altro canto devono essere una reinvenzione della quotidianità del bambino; simile, ma non uguale, e alcuni particolari o ambientazioni devono differire, altrimenti il bambino si sentirebbe troppo coinvolto e potrebbe scambiare la realtà con la fantasia.

E proprio rispetto a tale tematica che Maria Montessori, definita come “la maestra sempre controcorrente” critica gli educatori che a suo avviso, pur riconoscendo l’importanza della fantasia, tendono a coltivarla a parte, separatamente dall’intelligenza, proprio come vorrebbero separare quest’ultima dalle attività manuali. Si pratica quindi una separazione netta tra la realtà che viene insegnata con nozioni aride e materie complesse e la fantasia che viene coltivata dalle fiabe, che parlano sì di un mondo meraviglioso, ma che non è il mondo che ci circonda, quello in cui viviamo.

Ci sono tuttavia racconti che fanno eccezione, nei quali la fantasia si confonde con la realtà ma sono talmente belli e contengono degli insegnamenti tanto preziosi che si sorvola sul fatto che il protagonista possa essere un bambino o un coniglio parlante. In questi casi bisognerebbe cercare di spiegare che i conigli nella realtà non parlano e non hanno atteggiamenti da umani.