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Il Blog di Ocarina

Oggi Ocarina ascolta #203 – Get Lucky – Daft Punk

Oggi Ocarina fa un omaggio ai Daft Punk, duo francese, rivoluzionario della musica elettronica internazionale che ieri ha annunciato il suo scioglimento. 28 anni di carriera in cui il gruppo parigino “fantasma” (non hanno mai mostrato il viso)  ha trasformato il mondo della musica elettronica in qualcosa che tutti potessero ballare. Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter sono i due protagonisti che hanno dato vita ai Daft Punk e che hanno conquistato il mondo con hits diventate conosciutissime: da ‘Around the World’ a ‘One more time’, da ‘Digital Love’ a ‘Harder.

Tra i maggiori successi uno dei brani preferiti da Ocarina Get Lucky. Pubblicato nel 2013, in pochissimo tempo il pezzo monopolizza etere, radio, tv, internet; un vero tormentone che sembra arrivare dagli anni ’70 e che farà ballare l’universo intero. Ma Get lucky non incontra solo il favore del pubblico, fa anche incetta di premi: vince il premio di migliore disco dell’anno ai Grammy Awards 2014 e viene votata “Canzone dell’Anno” ai BMI London Awars 2014.

Qui è possibile acquistare Get Lucky. Di seguito il video della canzone.

Pubblichiamo anche il video Epilogue, tratto dal film del 2006 Electroma, con cui i Daft Punk ieri hanno salutato i loro fans, annunciando la fine del loro progetto musicale. Nel video uno dei due musicisti si autodistrugge, saltando per aria in mille pezzi. Subito dopo, le due date di inizio e di fine dei Daft Punk: 1993 e 2021.

 

Oggi Ocarina ascolta #202 – Beppeanna – Bandabardò

Oggi Ocarina omaggia un suo concittadino che purtroppo ci ha lasciati da qualche giorno e che porteremo sempre nel cuore. Enrico Greppi, in arte Erriquez, cantante, poeta e anima della Bandabardò, uno dei più scatenati e colorati gruppi folk italiani in attività. Nel 2018  la band aveva festeggiato 25 anni di carriera con un grande live al Mandela Forum di Firenze, in compagnia di tanti amici musicisti con i quali aveva collaborato e tantissimi fans.

Riservato e solare, Erriquez affrontava nei suoi pezzi temi sociali importanti, sposando le cause dei più deboli.  Da sempre l’artista fiorentino, così come la Bandabardò sono rimasti fedeli alla loro musica e ai loro ideali, diventando un punto di riferimento nella scena musicale degli anni ’90.   Con le loro canzoni hanno fatto ballare e cantare grandi e piccini indistintamente tanto che ancora oggi il coro ‘Se mi rilasso collasso’ continua a essere cantato di generazione in generazione.

Ascoltiamo quindi Beppeanna, uno dei brani più famosi della Bandabardò, tratta dal secondo album del 1998 Iniziali bì-bì, diventato poi Se mi rilasso collasso, nome con cui il pubblico meglio identifica il pezzo.

Qui è possibile acquistarlo

Qui è possibile acquistare la versione riarrangiata dalla Bandabardò insieme ad amici artisti come Carmen Consoli, Stefano Bollani, Caparezza, max Gazzè e Daniele Silvestri, in occasione dei 25 anni della carriera

Di seguito il video della loro bellissima esibizione del primo maggio del 2007

Oggi Ocarina ascolta #202 – Il Carnevale degli animali – Camille Saint-Saëns 

Coriandoli, stelle filanti, sfilate di carri, scherzi… ahinoi quest’anno il Carnevale non sarà la solita festa, piena di allegria e di divertimenti. Ancora una volta i nostri bambini devono stringere i denti rimandando i grandi festeggiamenti al prossimo anno. Ma non perdiamoci d’animo! Noi genitori possiamo sempre organizzare qualcosa in casa, proponendo giochi, travestimenti, trucchi, mettere la musica, ballare e cantare. E proprio tra un gioco e l’altro, Ocarina vi consiglia di ascoltare un brano divertente e allo stesso tempo con ricercate sottigliezze artistiche. Stiamo parlando de Il Carnevale degli animali, pezzo buffo e irriverente, scritto dal compositore francese Camille Saint-Saëns nel 1886, in occasione di una festa di carnevale tra amici. L’opera è scritta per due pianoforti e una piccola orchestra (flauto, ottavino, clarinetto, xilofono e quintetto d’archi). In tutto sono 14 composizioni brevi che descrivono in modo divertente e ironico le caratteristiche di alcuni animali. Una serie di ritratti e di caricature, molto pungenti, che formano una fantasia musicale zoologica.

Il Carnevale degli animali è sicuramente l’opera più famosa e caratteristica di Saint-Saëns, scritta dal compositore in tarda età, dopo una ricca e intensa attività musicale. Considerato uno dei bambini prodigio più dotati musicalmente, iniziò a suonare il piano all’età di 2 anni, mentre compose il primo pezzo a 4 anni. Grazie a Il Carnevale degli animali, l’artista francese diventerà conosciuto in tutto il mondo anche se lui stesso ne proibirà la pubblicazione a causa di riferimenti satirici e umoristici su personaggi dell’ambiente musicale parigino (i critici musicali e i pianisti vengono trasformati in asini o in fossili). L’opera sarà così eseguita pubblicamente per la prima volta nel 1922 a Parigi, trentasei anni dopo la sua composizione, e un anno dopo la morte dell’autore.

Molto frequentemente Il Carnevale degli animali viene utilizzato nelle scuole di musica per insegnare agli studenti a riconoscere il timbro degli strumenti, imparare ad ascoltare con attenzione in modo critico e sviluppare la conoscenza degli elementi basilari del linguaggio musicale. Il pezzo ha infatti una struttura ben precisa  di facile comprensione. Alcuni dei temi musicali utilizzati non sono inoltre originali, ma provengono da brani di altri musicisti.

Il primo brano è preceduto da una breve introduzione a ritmo di marcia scandita da due pianoforti che annuncia l’arrivo del fiero re della foresta. Nel 12° 13° brano Fossiles e Le Cygne, i fossili sono richiamati dal suono secco dello xilofono e rappresentano una incarnazione «preistorica» dei critici musicali, incapaci di comprendere il nuovo corso della musica per colpa della loro mentalità stantia. Qui Saint-Saëns cita la sua Danse macabre e il Barbiere di Siviglia di Rossini. Il famosissimo canto del cigno è intonato dal violoncello e accompagnato dagli arpeggi dei due pianoforti, evoca una atmosfera fantastica ma in realtà è una sottile parodia delle melodie leziose e sentimentali.

Il Finale è un rondò molto allegro, basato su un pimpante motivo suonato dall’ottavino e dal clarinetto, e su alcuni temi già ascoltati durante l’opera, che conclude in modo festoso e trionfale il carnevale degli animali, facendoli sfilare tutti insieme come in un circo.

Qui è possibile scaricare i 14 brani del Carnevale degli animali:

Qui il video con le animazioni del grande animatore Eric Goldberg

Oggi Ocarina ascolta #201 – Oh che bel castello marcondirondirondello

Oh che bel castello marcondirondirondello, chi non se la ricorda? Oggi Ocarina ha proprio voglia di divertirsi e di far giocare i suoi piccoli amici ascoltando questa simpatica canzoncina popolare. Una filastrocca in musica di origine molto antica che ci ricorda il nostro passato di castelli e battaglie, feudi e signori…

Non si sa quale sia il vero significato, forse possiamo immaginare un nobile signore che si chiamava “marcondirondello”, e che abitava nel castello di Rondello??? La cosa certa è che ha accompagnato la crescita dei bambini di intere generazioni e ancora oggi i più piccoli si divertono a cantarla e a ballarla.
Ma questa simpatica canzoncina è anche uno strumento utile per sviluppare la psicomotricità infantile. Grazie alle sue parole, i suoni e la gestualità i bambini sviluppano il ritmo, la coordinazione dei movimenti e la memoria.

Bellissima e commovente la versione di Fabrizio De Andrè, che nel 1968, sulle note di Marcondirondello scrisse Girotondo, una filastrocca musicata che parla di guerra con le parole più tipiche dell’infanzia. Il cantante, accompagnandosi con la chitarra, è affiancato da un coro di bambini che rispondono alle sue domande. Una canzone che riesce ad unire orrore (della guerra) e purezza (del mondo dell’infanzia), che ebbe subito molta fortuna, tale da diventare uno dei manifesti contro la guerra.

Qui è possibile acquistare la versione tradizionale di Oh che bel castello marcondirondirondello

Qui la versione di De Andrè

Qui il video in cui De Andrè canta in TV Girotondo con il coro dei bambini.

Oggi Ocarina ascolta #200 – Wild Simphony – Dan Brown

Oggi Ocarina ascolta Wild Simphony, la prima opera musicale composta da Dan Brown per accompagnare il suo libro omonimo uscito a settembre 2020. Un album interamente di musica classica che trasforma la lettura in una esperienza multisensoriale per i bambini e per gli adulti

Nella Sinfonia degli Animali, la musica è una specie di narratrice, dove i movimenti  e le note dell’orchestra lavorano insieme alla poesia e alle bellissime illustrazioni della graphic design Susan Batori, per raccontare una storia e far conoscere gli amici animali: dal ghepardo al canguro, fino all’elefante e alla balenottera azzurra. Ogni animale, a cui è dedicata una composizione musicale, offre una pillola di saggezza per affrontare la vita, ispirando riflessioni su temi come la compassione, la pazienza, il rispetto, la fiducia, il prendere la vita con calma e il vivere in comunità.

Autore di numerosi best seller internazionali, Dan Brown è anche musicista e appassionato di musica; da qui il suo desiderio di realizzare la Sinfonia degli Animali, il suo primo album illustrato, per cui si è ispirato ai classici per l’infanzia come ‘Pierino e il lupo’ ma anche ai suoi ricordi di bambino. Le musiche sono state suonate dalla Zagreb Festival Orchestra, composta dai migliori musicisti della Croazia, attiva dal 1989.

Qui è possibile acquistare l’album

Di seguito ascoltate le musiche di Wild Simphony tratte dal live della Zagreb Festival Orchestra

Oggi Ocarina ascolta #199 – Lupin, l’incorreggibile Lupin

In questi ultimi giorni tutti sono pazzi per Lupin, la nuova serie tv francese uscita su Netflix che si ispira al ladro gentiluomo più famoso della storia, Arséne Lupin. Con soli 5 episodi, la serie è stata in grado di scalare le classifiche internazionali della piattaforma streaming entrando addirittura nella top 10 americana.

Chi ha qualche primavera sulle spalle non potrà fare a meno di ricordare Lupin III, il cartone animato che negli anni ’80 fece innamorare perdutamente il pubblico. Lupin III si presentava in giacca (verde, poi rossa, poi rosa), cravatta slacciata, magro di una magrezza elastica (doveva pur arrampicarsi per i grattacieli), era audace e furbo, ironico e affascinante, imprevedibile e spaccone. Era un ladro simpatico: “sempre pronto all’avventura lui è” cantava la sigla di apertura e di chiusura italiana della terza serie. E anche Ocarina vuole fare un tuffo nel passato ascoltando “Lupin, l’incorreggibile Lupin”  interpretato da “Gli amici di Lupin”, duo musicale creato ad hoc da Enzo Draghi e Simone D’Andrea. Il brano diventerà negli anni una leggenda così come molte altre sigle tv composte in quel periodo da musicisti e arrangiatori straordinari.

In Francia ed in Spagna  “Lupin, l’incorreggibile Lupin” è diventato, con ovviamente un testo diverso, la sigla di “Olive et Tom” e “Campeones” , cartone animato conosciuto in Italia come Holly e Benji, due fuoriclasse.

Qui potete acquistare il brano

Di seguito il video

Oggi Ocarina ascolta #198 – Nausicaä della Valle del vento – Hayao Miyazaki

Il 5 gennaio scorso il maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki ha festeggiato 80 anni. Ocarina, da sempre amante delle sue opere vuole così celebrarlo ascoltando la colonna sonora di un suo bellissimo film Nausicaä della Valle del vento.

Genio creativo e punto di riferimento assoluto nel mondo dell’animazione, Miyazaki è stato capace di esportare all’estero il cinema d’animazione giapponese già dagli anni ’80, elevandolo da prodotto di secondo piano a vera e propria arte. Nel 1985 insieme al collega Isao Takahata fonderà lo Studio Ghibli, la base di produzione dei suoi film, tutti indimenticabili. Belli, colorati, poetici, piacciono a grandi e piccoli spettatori.  Nel 2003 sarà vincitore di un Oscar e Orso d’oro con il lungometraggio La città incantata, considerato il suo più grande capolavoro.

Nonostante l’età avanzata, Miyazaki non ha mai smesso di disegnare ed anche oggi sta lavorando al nuovo film How do you guys live che vorrebbe lasciare come ricordo all’amata nipotina. Naturalmente anche Ocarina non vede l’ora di vederlo!

Se la magia regna incontrastata nei film di Miyazaki è anche grazie al pianista, compositore Joe Hisaishi. A lui, già autore della colonna sonora di Kiss me Licia, sono affidate quasi tutte le colonne sonore della filmografia di Miyazaki.

La collaborazione tra i due artisti inizierà proprio con il lungometraggio Nausicaä della Valle del vento, pubblicato nel 1984 dopo un periodo di produzione di appena 9 mesi. Il film è ambientato in un mondo post-apocalittico, è incentrato sulla storia di Nausicaä, la principessa della Valle del vento, e la sua lotta contro Tolmekia, un regno che cerca di usare un’arma antica leggendaria per distruggere la giungla tossica, il complesso sistema di insetti mutanti giganti che ha intossicato il pianeta. Nel lungometraggio si comprendono a pieno le ideologia di Miyazaki, come per esempio una forte vena ambientalista (alla sua uscita nelle sale cinematografiche fu infatti presentato dal WWF), una forte critica alla guerra e anche una indole femminista ( la donna ha un ruolo predominante, così come in molte altre opere del regista).

Altrettanto bella e suggestiva la soundtrack Nausicaä della Valle del vento, che venne pubblicata in sette edizioni diverse. Una colonna sonora dove emerge l’animo fanciullesco di Nausicaa, con una musica per lo più elettronica, molto adatta al rilassamento.

Qui è possibile acquistare una versione rilassante del brano Fantasia (from Nausicaä of the Valley of the Wind)

Di seguito è possibile ascoltare 10 delle migliori soundtrack della filmografia di Miyazaki, tra cui Nausicaä della Valle del vento (dal min 8:35) e il video dell’esecuzione orchestrale della colonna sonora (diretta da Joe Hisaishi) durante il concerto commemorativo dei 25 anni dalla nascita dello Studio Ghibli.

 

La befana vien di notte: storia, origini e celebrazioni dell’Epifania. In regalo la nuova canzone di Ocarina

Tra pochi giorni arriva la befana, la vecchietta tanto amata da tutti bambini e anche da Ocarina! Giocattoli, caramelle, cioccolatini – non manca mai la cipolla e il carbone – la befana vola sui tetti con la sua scopa e calandosi dai camini riempie le calze lasciate appese. Come dice la nostra canzoncina: “La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte attraversa tutti i tetti porta bambole e confetti. Sulle spalle ha tanti sacchi e li posa sui camini tira fuori sorridente chicche e doni per i bambini….”

La tradizione della befana

La storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche pagane, legate ai cicli stagionali dell’agricoltura, relativi al raccolto dell’anno trascorso, ormai pronto per rinascere come l’anno nuovo. E proprio la dodicesima notte dopo il solstizio invernale si celebrava, infatti, la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura.

In epoca Romana, la befana impersonifica una delle figure femminili che di notte volano sui campi appena seminati per propiziare la fertilità dei futuri raccolti.  La sua scopa rappresenta il simbolo della purificazione dagli spiriti maligni, in previsione della rinascita della stagione. Secondo alcuni era Diana, dea lunare della cacciagione e della vegetazione, a guidare quelle cavalcate notturne, seguita da figure simili a quelle che, nel Medioevo, vennero additate come streghe.
Dal IV secolo d.C. la Chiesa condannerà i riti pagani tentando di riassorbirli nella propria tradizione. Così la befana diventa una vecchina affettuosa, rappresentata su una scopa volante con uno scialle annodato di lana pesante e non con il cappellaccio nero, che guida nel verso contrario cavalcando il cielo con la saggina sul davanti.
La sua figura diventa strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni ad una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna ad unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare ad ogni porta, regalando ad ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

La befana in Italia

Da sempre in Italia l’Epifania  è una festa italiana religiosa sebbene venga celebrata anche come festività laica. Oggi, dopo un periodo in cui era stata relegata un po’ nel dimenticatoio, la befana ha ripreso vita, soprattutto nelle regioni dell’Italia centrale. Questa simpatica vecchietta sta, quindi, vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici e della più autentica identità culturale.

Ad Urbania nelle marche si celebra da ormai venti anni la “Festa Nazionale della Befana” e viene costruita la Casa Ufficiale della Befana. A Firenze si celebra l’Epifania con la tradizionale Cavalcata dei Re Magi, la rievocazione dell’arrivo dei Magi dalla Sacra Famiglia per le strade del centro storico, a cavallo, indossando costumi rinascimentali di grande sfarzo. Nella provincia di Grosseto, esistono i Befani (all’isola d’Elba sono detti Befanotti), uomini che il giorno dell’Epifania vanno insieme alla Befana per le vie cittadine dei paesi a eseguire canti tradizionali maremmani. Ma anche fuori della Toscana, il 6 gennaio si festeggia l’Epifania. In Veneto, il falò simbolico si chiama “panevin”, si tratta di un rogo che vuol cancellare tutte le cose negative dell’anno appena concluso. A Venezia, si svolge la caratteristica Regata della Befana che nel 2021 arriva alla sua 43° edizione, durante la quale i contendenti vestiti da befana, in dialetto marantega, con tanto di gonnellone, scialle in lana, cuffia e fazzoletto in testa si sfidano a colpi di remi nel Canal Grande.

La befana nel mondo

A differenza dell’Italia, in Francia il 6 gennaio i bambini non ricevono in dono dolciumi o calze, ma la tradizione vuole che nei giorni precedenti alla festa della befana si prepari una torta, la “Galette des Rois”, al cui interno si inserisce una fava. Il dolce viene diviso in tante fette quanti sono gli invitati a tavola, più una parte riservata a una persona povera nel caso in cui si presenti alla porta di casa. Il fortunato che riesce a trovare la fava diventa per quel giorno il Re o la Regina della festa.

Niente calze, niente vecchie sulla scopa, niente carbone nemmeno per bambini del Regno Unito dove si festeggia invece la Dodicesima notte (The Twelfth Night) con la rappresentazione di personaggi del folklore inglese, come l’Holly Man, un folletto verde ornato di foglie d’agrifoglio e fiori. Dolce tipico della tradizione è il Twelfth Night Cake, leccornia farcita con mandorle e canditi. All’interno sono cotti un fagiolo e un pisello per indicare, in chi li troveranno, il re e la regina della festa.

Gli spagnoli e tedeschi seguono invece una celebrazione del giorno della befana più simile a quella italiana. I più piccoli il 6 gennaio si svegliano molto presto per correre a vedere i regali che i Re Magi hanno lasciato loro. Il giorno prima mettono davanti alla porta un bicchiere di acqua per i cammelli assetati, con anche qualcosa da mangiare. In Spagna dall’11 dicembre al 25 arrivano tredici Babbo Natale, uno ogni giorno, e da Natale in poi se ne vanno uno al giorno. Proprio il 6 gennaio è il momento in cui l’ultimo Babbo Natale lascia la città, e così viene segnata anche la fine delle festività natalizie. La festa della Befana si celebra con una fiaccolata, a cui partecipano oltre al tredicesimo Babbo Natale anche il Re e la Regina degli elfi. La fiaccolata termina con un falò e dei fuochi d’artificio.

In Russia invece in occasione del giorno dell’Epifania, il 6 gennaio, si celebra il Natale ortodosso. Durante questa ricorrenza i bambini sono in trepidante attesa di ricevere i loro regali, portati secondo il mito da Babbo Natale, chiamato Padre Gelo, accompagnato da Babuschka, una simpatica vecchietta.

“La befana vien di notte” di Ocarina
Per festeggiare la simpatica vecchietta, Ocarina vi regala una sua nuova produzione originale, la canzone “La Befana vien di notte“.  Qui potete ascoltarla in anteprima e scaricarla gratuitamente. Buon ascolto!

Oggi Ocarina ascolta #197 – Jingle Bell Rock – Brenda Lee

Oggi ocarina ascolta un grande classico del Natale Jingle Bell Rock, brano inciso per la prima volta nel 1957 dal cantante Bobby Helms che negli anni ha avuto numerose cover.

Per l’occasione abbiamo scelto la bellissima versione di Brenda Lee, che fa parte della colonna sonora del film Una poltrona per due, altro grande successo delle festività natalizie, rigorosamente trasmesso in tv ogni anno il 24 dicembre. Nella soundtrack spicca senz’altro Jingle Bell Rock cantata dall’artista statunitense Brenda Lee, pubblicata nel 1964 e di particolare successo soprattutto negli Stati Uniti negli anni sessanta.

Jingle Bell rock è stata inoltre inserita, nella versione di Helms, all’interno della colonna sonora del film Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York, e avente come protagonista Macaulay Culkin.

E sulle note di questo bellissimo classico natalizio, Ocarina vi augura buone feste e vi dà appuntamento al 2021!

Qui è possibile acquistare Jingle Bell Rock nella versione di Brenda Lee

Di seguito il video

Oggi Ocarina ascolta #196 – Santa Claus Is Coming to Town – Michael Bublè

Mancano pochi giorni a natale e Ocarina ne approfitta per ascoltare un classico natalizio, Santa Claus Is Coming to Town, interpretato da Michael Bublè. Un evergreen che sebbene sia stato pubblicato dall’artista canadese ormai da qualche anno, con l’avvicinarsi delle feste continua a vendere molte copie e a tornare in classifica.

Santa Claus Is Coming to Town è una tradizionale canzone natalizia statunitense composta nel 1932 da Haven Gillespie (per il testo) e J. Fred Coots (per la musica).

Il testo fa riferimento all’imminente arrivo di babbo natale in città. Tutti i bambini devono quindi fare i bravi perché il vecchietto panzuto sta facendo una lista e controllandola due volte, per capire chi è cattivo e chi è bravo…

Sono molte le versioni del brano, realizzate negli anni, in diverse lingue: da Ella Fitzgerald a Frank Sinatra, da Luis Miguel a Springsteen (contenuta nell’album natalizio Merry Christmas del 1994)…..

La bellissima cover di Michael Bublè fu inserita nell’album Christmas, contenente 20 canzoni natalizie, pubblicato in occasione del Natale 2011.

Qui è possibile acquistare il brano

Di seguito il video con Michael Bublè che canta in una città innevata e addobbata a festa.

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