Danzare ovunque e con tutto – la testimonianza di Estelle Serres, nostra collaboratrice blogger e danzatrice

La danza ha sempre fatto parte della mia vita ma senza dubbio è anche un’arte che è radicata nella storia dell’umanità: negli anni ha assunto vari ruoli, diversi obiettivi, tuttavia possiamo dire che esiste da migliaia di anni. Il ritrovamento di alcune pitture rupestri risalenti al Paleolitico ci fanno comprendere che già dalla preistoria esistevano forme di spettacoli di danza.

Ma come faremo a ballare senza musica? Quando cerchiamo definizioni di danza, la musica ne è parte integrante, anche se desideriamo ballare in silenzio!

Ballare è naturale, innato. Basta guardare un bambino che non appena sente una melodia che gli piace si alza e inizia a ondeggiare, tenendo il ritmo.

Quali benefici ha la danza sulla nostra salute fisica e mentale?

La danza ti consente di sviluppare creatività, memoria, abilità motorie (sviluppo muscolare, rilassamento, resistenza, equilibrio, controllo e controllo del tuo corpo). L’attività fisica può rilasciare dopamina (ormone del piacere), endorfine (neurotrasmettitori che agiscono come antidolorifici e danno una sensazione di euforia), adrenalina e noradrenalina (ormoni dello stress che permettono di attivarci). La danza ti consente di allenarti, esprimerti, acquisire sicurezza in te stesso e semplicemente divertirti.

Come possiamo avvicinare i bambini alla danza?

Nei miei laboratori sensomotori e di risveglio, così come a casa con mia figlia, uso vari strumenti per sollecitare il movimento, la danza.

1) La musica
Muoversi ascoltando la musica, un ritmo, una melodia è una reazione primitiva.
Hervé Platel, professore di neuropsicologia all’Università di Caen, spiega che prima di arrivare nelle regioni temporali del nostro cervello, sopra le orecchie, le informazioni sonore passano attraverso il canale uditivo, ovviamente, e poi attraverso il tronco cerebrale. Esiste una relazione importante tra il motore e le regioni dell’udito tra il cervello e l’udito tanto che quando sentiamo un ritmo si attiva l’area delle abilità motorie. 

Secondo il musicoterapeuta François-Xavier Vrait, più basse sono le frequenze, più queste interessano la parte inferiore del copro. Per aumentare il movimento, aumenteremo il la musica con un tempo abbastanza veloce: con una frequenza di 120 battiti è possibile aumentare leggermente il ritmo cardiaco per ballare senza troppa fatica. Più aumenti i bassi, più amplifichi la forza acustica e la musica si sente anche nelle nostre viscere. Occorre tuttavia prestare attenzione al volume del suono in base all’età dei bambini.

2) Imitazione
Ballando insieme ad un adulto, il bambino può avventurarsi,  condividere un momento in compagnia, ma anche sviluppare il proprio vocabolario gestuale.
Un bambino piccolo riesce ad ondeggiare da un lato all’altro o dal basso verso l’alto; il resto lo impara in gran parte dall’ambiente culturale. Per imitazione riprodurrà ciò che vede e pian piano svilupperà la sua creatività. Più noi genitori siamo “buon ballerini”, più il bambino, imitandoci, svilupperà un vocabolario gestuale. Si può benissimo ispirarsi ai movimenti degli animali, suggerire immagini come ad esempio camminare con i tacchi, toccare il cielo con le mani, agitarsi come una foglia sospinta dal vento etc etc … Ballare insieme, in coppia o in gruppo è un vero momento di condivisione e convivialità. Con il tempo il bambino imparerà a concentrarsi su sé stesso, sui suoi movimenti, le proprie  sensazioni.

3) L’utilizzo di attrezzi
Maneggiare un attrezzo può spronare a muoversi, nei bambini così come negli adulti. Ci concentriamo su questo e ci lasciamo trasportare dal suo movimento e dalla musica. In quanto ex atleta di ginnastica artistica, sono piuttosto sensibile alla manipolazione degli attrezzi e all’uso di accessori nei miei seminari per promuovere il linguaggio del corpo. Mi ispiro al metodo di Medau, l’antenato del GR, il “movimento del ritmo organico” di cui il tedesco Heinrich Medau fu protagonista nel 1920. Sono influenzata anche da Delsarte, Duncan, Dalcroze. Ho seguito una formazione legata alla danza fin dai tempi del BAC L; ho lavorato sul mio corpo utilizzando strumenti per creare movimenti e gesti durante i miei studi e successivamente anche grazie anche a mia madre, professoressa e ballerina contemporanea.

Un bambino che inizia a camminare può già usare gli attrezzi per mettersi in movimento. Basta fornirgli alcuni esempi e lui imiterà. Di solito uso sciarpe leggere e colorate, più o meno grandi ma anche anelli da ballo, cerchi, corde, nastri, palle e palline. Con i più grandi è possibile usare oggetti di uso quotidiano come una sedia, una scatola, una spazzola per capelli o altro.

4) L’ambiente
Un ultimo punto che mi sembra interessante affrontare è l’influenza dell’ambiente. Prima di 2 anni, un bambino non conosce la vergogna, l’imbarazzo o il senso di colpa, sentimenti che compaiono successivamente con lo sviluppo della sua auto consapevolezza. Le paure sociali, le paure del ridicolo, la paura di sembrare stupidi o di non apparire nascono verso i 6-12 anni, con la scuola primaria. 

Ritengo che sia importante rafforzare nel bambino la fiducia in se stesso, permettendogli di esprimersi liberamente. A tale proposito la danza è un modo eccellente di espressione e creatività, che incentiva il bambino a ballare dove, quando e come vuole, aiutandolo nel suo sviluppo.
Coltivando il lato innato e naturale della danza si impara ad astrarsi dagli altri e allo stesso tempo anche a trarre ispirazione da ciò che ci circonda. Coltivare fiducia in se stessi, imparare ad essere educati, benevoli sono aspetti molto importanti.

Permettere al bambino di esprimersi in ambienti diversi da soli o in compagnia, può essere una grande incentivo alla creatività. Ad esempio, perché non fare una passeggiata nella foresta e ballare in mezzo agli alberi e alla vegetazione? Perché non danzare nel mezzo di una piazza o in mezzo alla strada?

Per concludere, vi svelo un piccolo segreto…trovo che Ocarina Music Player favorisca tutti i 4 punti che ho toccato nel mio articolo. Con Ocarina, puoi avere la musica a portata di mano ovunque tu sia; è uno strumento che il bambino può utilizzare da solo o in compagnia; che può servire a condividere o a dare libero sfogo ai movimenti, qualunque sia l’ambiente in cui ci si trova (eccetto naturalmente in un posto dove si richiedono la calma e il silenzio;)). 

…..Ora spegnete il computer o mettete giù il vostro tablet / smartphone e andate a ballare!

Ringraziamo Estelle Serres per la sua testimonianza.
 
Estelle Serres è appassionata di danza contemporanea e di ginnastica ritmica, stimolatrice del risveglio sensoriale-motorio e blogger: http://babymat.fr