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THE POND

Il potere delle fiabe. Come, quando e perchè scrivere una fiaba

28/10/22 Approfondimenti

Gianni Rodari il maestro della Fantasia…
“La Fantasia è una cosa seria” così scriveva il grande scrittore per bambini Gianni Rodari, secondo cui l’immaginazione  e la fantasia non erano un “ozioso divertimento” della nostra mente ma la base necessaria per lo sviluppo del pensiero creativo.
“Occorre una grande fantasia, una forte immaginazione per essere un grande scienziato, per immaginare cose che non esistono ancora, per immaginare un mondo migliore di quello in cui viviamo e mettersi a lavorare per costruirlo!” (Dalla Grammatica della Fantasia 1973).
Le fiabe in quanto racconti fantastici erano secondo Rodari, uno strumento educativo molto importante per i bambini, un modo per conoscere la realtà attraverso strade nuove, ma anche nutrire la mente di immagini e parole diverse che alimentano la fantasia e fanno trovare soluzioni lontano dagli schemi degli adulti. 
In un’intervista fatta da una bambina Rodari sosteneva di preferire le storie che non finiscono:  “preferisco che quelli che leggono o ascoltano una storia la finiscano come vogliono loro, preferisco le storie con un punto interrogativo così che i bambini possano inventarsi qualche cosa. Tocca a loro finirla.”  Immaginando un finale, il bambino si sentirà sicuramente più coinvolto e allo stesso tempo anche la sua mente diventerà più aperta, critica e creativa.    

Come scrivere una fiaba
Secondo Jerome Bruner (psicologo statunitense che si è occupato di Psicologia cognitiva e di Psicologia dell’educazione) è importante che all’interno di una fiaba siano presenti sia elementi reali che irreali, fantastici, in modo che il bambino possa attivare contemporaneamente le due funzioni (pensiero razionale e pensiero fantastico), cosa essenziale per lo sviluppo e per il corretto funzionamento della sua attività mentale. 
Una fiaba deve così avere le seguenti caratteristiche:

  • I protagonisti dovranno essere personaggi di fantasia, perché il bimbo possa prendere le distanze dal racconto, ma allo stesso tempo dovrà avere alcuni tratti reali, al fine di permettere l’immedesimazione.
  • L’ambientazione deve essere chiara e definita ma anche affascinante e magica tale da permettere chi ascolta di orientarsi ed iniziare una esperienza immersiva. Spesso il mondo rappresentato è sempre diviso in due: il bene e il male. I personaggi sono o buoni o cattivi o furbi o stupidi; la verità e la ragione stanno sempre da una parte
  • Originale ed interessante. E’ possibile scrivere una fiaba totalmente nuova partendo dal nulla, rivisitare una fiaba esistente riscrivendola da un diverso punto di vista o addirittura prendere vari personaggi da storie diverse e combinarli in una nuova.
  • La struttura della fiaba comprende tre momenti importanti: l’inizio, in cui vengono presentati i protagonisti e l’equilibrio che, di lì a poco, vacillerà; la crisi – o fase centrale – in cui il problema si manifesta in modo chiaro e si definiscono gli altri personaggi, alleati e nemici, e la conclusione in cui si stabilisce un nuovo equilibrio”. Il lieto fine è fondamentale: regala coraggio e speranza e insegna al bambino che le difficoltà ci sono, ma si possono affrontare e superare, per tornare a star bene.

Le fiabe paurose
Molti genitori evitano di raccontare storie che possano traumatizzare o fare paura ai bambini. In realtà attraverso la fiaba un bambino può vivere emozioni forti, in maniera protetta, senza esserne il diretto protagonista, godendo della vicinanza rassicurante di un genitore. In questo modo riuscirà ad affrontare alcune paure della vita reale, come per esempio quella della morte. Come sosteneva il Il famoso psicologo Bruno Bettelheim, i bambini  imparano che, così come nelle fiabe gli eroi ottengono il regno e la felicità, anche nella vita reale è possibile superare le avversità con la forza, l’intelligenza ed il coraggio.
Le fiabe possono avere inoltre anche un effetto “terapeutico”, perché aiutano il bambino a superare alcune paure o piccoli problemi della vita di tutti i giorni.
Se il bimbo non è in grado di individuare e comunicare le origini del suo disagio, una fiaba può essere di grande aiuto per esprimere le sue emozioni, diventarne consapevoli e rielaborarle.

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