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Il Blog di Ocarina

Oggi Ocarina ascolta #192 – Caccole & Tartufo – Franky Family Show

Oggi Ocarina ascolta Caccole & Tartufo, un brano divertente, scritto e suonato dalla Franky Family Show, una band toscana “fatta in casa”: babbo, mamma e tre figli. Il progetto nasce ad aprile scorso durante la quarantena, durante le lunghe giornate in cui bambini erano costretti a stare lontani dalla scuola, dagli amici e tutte le loro attività sportive. Il babbo è Andrea Franchi, musicista, autore e produttore musicale, e non è un caso quindi se i tre figli maneggiano diversi strumenti fin dai tempi del biberon. Una volta imparata un pò di tecnica hanno iniziato, in maniera molto ludica, a fare le loro prime “home sessions” assecondati e guidati da “Father Franky”.

Fra un compito e un gioco, si fanno le prove, si perfezionano le parti e gli arrangiamenti, et voilà ecco che prende corpo il primo brano: Caccole & Tartufo.

La cameretta diventa uno studio di registrazione, il video viene invece registrato con lo smartphone nel proprio giardino nella periferia di Prato.
Caccole & Tartufo nasce da un sogno fatto e raccontato da Francesco, detto anche “Franks”. La ricerca di questo fantomatico bruco che c’è, ma non si fa vedere, è alla fine solo un pretesto per parlare e soprattutto interrogarsi sui mali del nostro pianeta, reali quanto invisibili.

Il video ha come protagonisti tre piccoli indiani, chiusi nella loro casa da svariato tempo per difendersi da un probabile attacco di cowboys invasori, e in preda ad ogni sorta di allucinazioni, partono alla ricerca di un bruco immaginario, con cui  identificano il nemico. Inventeranno un nuovo e irrefrenabile ballo, il Ballo Del Tartufo, che sa di rito propiziatorio e di canto di rivolta contro chi vuole appropriarsi e distruggere la nostra terra e non sa invece apprezzare e godersi la bellezza di questa natura, che dobbiamo assolutamente rispettare e preservare…

Di seguito potete vedere il video

Sentire col corpo. La sofrologia per aiutare i bambini a rilassarsi

La sofrologia è una disciplina relativamente nuova, nata agli inizi degli anni ’60 che aiuta a rilassare la mente e il corpo. Alfonso Caycedo, neuropsichiatra colombiano, considerato il fondatore della sofrologia, la definisce una ‘pedagogia della felicità’, proprio perchè si prefigge di sostenere ogni individuo a sviluppare consapevolezza e armonia psicofisica attraverso tecniche di rilassamento fisico e mentale, oltre a movimenti del corpo e respirazioni profonde.

Negli ultimi anni la sofrologia viene utilizzata molto anche tra i bambini, in ambito educativo per sviluppare l’attenzione e la memoria e a livello sportivo per aumentare la concentrazione, la motivazione e gestire forme di stress.

A tale proposito la dott.ssa Melanie Butruille sofrologa francese, specializzata in “accompagnamento infantile”, che per lavoro utilizza Ocarina e che ci racconta la sua esperienza terapeutica con i bambini. Un lavoro che, in questo attuale periodo di forte stress emotivo, sta diventando sempre più conosciuto e necessario, anche per i più piccoli. Spesso i genitori si rivolgono a lei per vari motivi come per esempio aiutare i loro figli ad imparare a rilassarsi, concentrarsi, gestire la rabbia, favorire l’addormentamento…

Se fino a 8 anni viene utilizzata la tecnica di sofrologia ludica, con esercizi e giochi dinamici, tra i più grandi si inizia a proporre strumenti di rilassamento che richiedono una maggiore capacità di restare passivi e concentrati più a lungo.

La musica è sicuramente un valido strumento per aiutare i bambini a rilassarsi, tanto che la dott.ssa Butruille la utilizza in ogni sua seduta, privilegiando i suoni della natura, come quello della pioggia, del vento e delle onde capaci di trasmettere sicurezza e tranquillità.

Ad ogni bambino chiede di scegliere un suono della natura che gli fa venire in mente ricordi positivi, per poi procedere con esercizi di respirazione.

Per i più piccoli, il primo approccio avviene sempre con il gioco: il bambino sceglie una musica e da lì vengono proposti dei giochi mirati per stimolare ad esempio la concentrazione.

La musica è fondamentale durante le sessioni terapeutiche ma anche a casa, per favorire il relax e l’addormentamento. Spesso Butruille ci rivela di registrare la seduta o un racconto sofronico direttamente su Ocarina in modo che poi i bambini possano riascoltarli a casa. Tra i consigli che dà ai genitori per aiutare a far rilassare i loro figli, anche quello di registrare la storia preferita con la propria voce in modo che un bambino possa continuare l’ascolto in autonomia direttamente nel suo letto. In questo senso Ocarina si rivela uno strumento ideale, in grado di regalare autentici momenti di serenità.

Ringraziamo per la sua testimonianza, la dott.ssa Melanie Butruille, sofrologa, specializzata in “accompagnamento infantile”

Oggi Ocarina ascolta #191 – Speranza – Gianni Rodari

Lo scorso 23 ottobre sono stati festeggiati i 100 anni della nascita di Gianni Rodari. Una data importante che anche Ocarina vuole celebrare per ricordare il grande maestro di cui non ci si stanca mai per la sua intelligenza, fantasia, creatività ed estrema attualità.

In tante occasioni su The Pond abbiamo parlato di Rodari, abbiamo ascoltato le sue filastrocche, i suoi racconti, segnalato eventi e mostre a lui dedicati.  Nella sezione Ocamerone del nostro sito è possibile ascoltare e scaricare alcuni racconti tratti dalle Favole al telefono, letti dagli amici di Ocarina.

In queste giornate segnate da onde di paura e incertezza vogliamo ricordarlo con una filastrocca, tratta dalla raccolta Filastrocche per tutto l’anno, che diffonde positività: Speranza, intesa come qualcosa di talmente prezioso, da dover essere distribuita a chiunque.

Una speranza che, come scrive Rodari, dovrebbe essere “a buon mercato”. Questo perché è un sentimento, una vera e propria “molla” della vita, che ti spinge a fare di più, ad andare avanti. E tutto ciò è sicuramente qualcosa che anche i più bisognosi meritano di avere.

Se io avessi una botteguccia
fatta di una sola stanza
vorrei mettermi a vendere
sai cosa? La speranza.
“Speranza a buon mercato!”
Per un soldo ne darei
ad un solo cliente
quanto basta per sei.
E alla povera gente
che non ha da campare
darei tutta la mia speranza
senza fargliela pagare.

Qui è possibile acquistare acquistare la filastrocca interpretata da Stefano Panzarasa responsabile del Servizio Educazione Ambientale nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, che ha portato nelle scuole il messaggio ecopacifista di Gianni Rodari (insieme alla fedele chitarra).

Di seguito il video

Oggi Ocarina ascolta #190 – dal film “Soul”

Pur tra mille incertezze, lo scorso fine settimana ha preso il via la quindicesima edizione del Festival del Cinema di Roma. Un appuntamento ricco di titoli per il cinema e la tv, italiani e internazionali. Tra i film più attesi da Ocarina, il cartoon Disney Pixar, Soul che venerdì ha aperto la rassegna. Diretto dal premio Oscar Pete DocterSoul s’interroga sulla grande questione delle passioni che animano le nostre vite: da dove arrivano i sogni che ci ispirano e gli interessi che ci animano? Che cosa ci rende davvero ciò che siamo? Il protagonista è Joe Gardner, un insegnante di musica di scuola media che ha l’occasione di suonare nel migliore locale jazz della città. Tuttavia, un incidente fa sì che l’anima di Gardner venga separata dal suo corpo e portato in un centro in cui le anime si sviluppano prima di essere trasferite in un bambino appena nato….
Vista la passione del protagonista per la musica e in particolare per il jazz, anche la colonna sonora è sicuramente di alto livello. A curarla sono stati Trent Reznor, leader del famoso gruppo indie Nine Inch Nails e il suo collaboratore produttore Atticus Ross. Una scelta originale che ha portato ad esplorare sonorità diverse, un po’ più cupe rispetto a quelle che si ascoltano di solito nei film Pixar. Alla colonna sonora ha partecipato anche il noto musicista americano Jon Batiste.
Molto bella anche la canzone inserita nel sottofondo del trailer del film. Si intitola I Turned My Back on the Written Word ed è suonata dai Generationals, duo composto da Ted Joyner e Grant Widmer. Una canzone che parla di mistero e fiducia, certamente adatta al film in questione!
Qui potete acquistarla

Di seguito il video

Oggi Ocarina ascolta #190 – Jerusalema

Oggi Ocarina ascolta (e balla) Jerusalema, tormentone e successo planetario del 2020.

Scritto dal dj e produttore sudafricano Master KG e cantato da Nomcedo Zidoke, Jerusalema è brano gospel, afro-house entrata in classifica in tutto il mondo.  Nel periodo del lockdown ha dato vita ad una challenge che ha spinto il brano in alto su TikTok, con grandi e piccoli, famiglie riunite a ballare coreografie sulla sue note. Non appena è stato possibile uscire di casa, in ogni parte del pianeta, c’è chi ha realizzato balli di gruppo nelle strade, nelle piazze, sulle spiagge, letteralmente ovunque, postando dei video su YouTube. E proprio sull’onda lunga di questa partecipata challenge che da qualche giorno è diventato virale sui social il ballo a ritmo di Jerusalema degli irresistibili bambini della Masaka Kids Africana, un’organizzazione che si occupa di educazione infantile. Grazie a questa iniziativa e ad altri video dei suoi alunni che ballano, l’associazione Ugandese raccoglie donazioni che permettono di dare istruzione e un futuro a molti bambini.

Qui è possibile acquistare il brano Jerusalema

Di seguito il video dei bambini ugandesi che ballano e il video official che ha superato ben 180 milioni di visualizzazioni su YouTube

Oggi Ocarina ascolta #189 – La ninna nanna Olélé Moliba Makasi

Ocarina dedica il mese di Ottobre al riposo e alla nanna dei bambini. Le ninna nanne, i canti in culla sono ottimi ‘amici’ per conciliare il sonno dei più piccoli, farli calmare, ma costituiscono anche un importante dialogo intimo tra madre e figli.

Tutto è ormai codificato, omologato, le ninna nanne al contrario fanno parte di ogni civiltà, varcando i confini del tempo e delle nazioni. Nell’attesa di svelarvi il nuovo progetto di Ocarina sulle ninna nanne dal mondo, iniziamo questo mese ascoltando una ninna nanna africana dal titolo Olélé Moliba Makasi. Si tratta di un brano originario della Repubblica del Congo, cantato dalle mamme per addormentare i loro bambini, ma anche dai canoisti per scandire i colpi di pagaia.

Olélé Moliba Makasi è diventata nota oltre i confini del Congo grazie al fumetto Tintin in Congo dell’artista belga Hergé e al CD book Rhymes and Lullabies of the Baobab, una raccolta che contiene 29 canzoni da 10 paesi Africani, tra cui Ruanda, Costa d’Avorio e Senegal, ognuna unica per lingua e suono, registrata con strumenti autoctoni ed eseguita da donne, uomini e bambini.

Oggi Olélé Moliba Makasi viene spesso insegnata ai bambini delle scuole materne francesi.

Qui potete acquistare Olélé moliba makas

Di seguito il simpatico video

Oggi Ocarina ascolta #188 – Sous le ciel de Paris – Juliette Greco

Oggi Ocarina omaggia Juliette Greco, icona della canzone francese famosa in tutto il mondo, che ci ha lasciati da pochi giorni.
Juliette Greco inizia la sua lunga carriera a metà degli anni quaranta nei caffé bohemienne di Saint-Germain-des-Prés a Parigi, per divenire presto la musa ispiratrice di tantissimi artisti, da Miles Davis a Jean Paul Sartre, da Jacques Prévert a Serge Gainsbourg. Ineguagliabile l’intensità del suo modo di interpretare i brani, la profondità della sua voce, scura, grave, soprattutto piena di spontanea sensualità.

Musa dell’esistenzialismo francese, Juliette Greco ha sempre scelto canzoni da interpretare con forte senso di responsabilità, proponendo anche temi ‘scomodi’, contrari alla morale del tempo. Così ha cantato uno struggente mal di vivere, gli amori infelici, ma anche inni alla lotta per la libertà, per la speranza di un futuro migliore .

Incarnerà per sempre il fermento culturale e artistico, negli anni del dopoguerra, della Parigi della Rive Gauche.

Il vero e proprio successo sarà televisivo, nel ‘65, nella serie Belfagor ovvero “Il fantasma del Louvre” nel quale impersonifica la sensuale e ambigua Luciana Borel, che si scoprirà essere il fantasma; una storia a cui rimase sempre legata tanto da tornare in un cameo nel film del 2001 di Jean-Paul Salomé.

La carriera di Juliette Greco sarà molto animata fin dalla sua tarda età, tanto che si esibirà fino alla soglia dei 90 anni.

Tra le canzoni/poesie in musica che hanno reso celebre e “immortale” la sua voce riportiamo: Si tu t’imagines (1950), La Rue des Blancs-Manteaux (1950), Les feuilles mortes (1951), Sous le ciel de Paris (1951), Je hais les dimanches (1951), Il n’y a plus d’après (1960), Jolie Môme (1961) e La Javanaise (1963).

Oggi ci ascoltiamo Sous le ciel de Paris, canzone scritta inizialmente per l’omonimo film del 1950, diretto da Julien duvier. Nel film il brano è stato cantato da Jean Bretonnière. Nello stesso anno sarà registrato  da Juliette Gréco per il suo terzo album pubblicato nel 1951. La sua versione diverrà una delle più note e rappresenterà un simbolo di Parigi e della Francia per il mondo intero.

Qui potete acquistare Sous le ciel de Paris

Di seguito il video:

 

Oggi Ocarina ascolta #187 – Lollipop – Mika

Oggi Ocarina si è svegliata con la voglia di ballare ed ha così deciso di ascoltare l’allegra e spumeggiante Lollipop di Mika. Scritta e cantata dall’artista anglo libanese nel 2007, la canzone è stata estratta come singolo dall’album Life in Cartoon Motion, la cui copertina, così come del resto il contenuto, è una vera e propria esplosione di colori.

Lollipop, in particolare, ha un ritmo volutamente infantile e giocoso ed è stata scritta da Mika in collaborazione con la cugina Audrey di appena 8 anni. E proprio con questo brano il cantante ha raggiunto il successo, guadagnando anche quattro World Music Awards.

Mika è senza dubbio uno dei cantanti più difficili da catalogare nelle tradizionali categorie del pop. La sua partecipazione come giudice a X factor l’ha reso popolarissimo in Italia, dove risiede. Non a caso sabato scorso ha scelto la Toscana e più precisamente San Casciano Val di Pesa, a pochi chilometri da Firenze, come location per il suo live benefico I love beirut, organizzato dall’artista per sostenere il suo paese devastato dall’esplosione di un mese e mezzo fa. Il concerto, molto intimo, è stato trasmesso in streaming su YouTube ed ha visto la partecipazione (sempre a distanza) di vari musicisti come Kylie Minogue, Salma Hayek e Laura Pausini…

Una delle canzoni che Mika ha scelto di cantare durante la sua performance di sabato è stata Lollipop. L’esibizione che si è svolta a sorpresa nella piazza centrale di San Casciano, all’insaputa dei cittadini che si trovavano a passeggio e che sono rimasti senza dubbio piacevolmente colpiti, è stata accompagnata dai FunkOff, celebre marching band toscana che con il suo funk  fa vibrare da più di 20 anni palchi di tutta Italia e non solo.

Qui potete acquistare Lollipop

Di seguito il video official della bellissima esibizione di Mika insieme ai FunkOff:

Here we are!! Thank you Mika!! 😊

Posted by funkoff on Saturday, September 19, 2020

La musica e la dimensione sonora come esperienza educativa

La musica e la dimensione sonora come ascolto possono trasformarsi in una esperienza educativa che favorisce la conoscenza di sé, dell’altro, del mondo.

I suoni che percepiamo influiscono sulle nostre emozioni, la nostra immaginazione, i nostri comportamenti e sicuramente anche a livello cognitivo. 

In tale prospettiva ogni attività e percorso educativo che prevede la stimolazione sonora può essere molto utile nell’ambiente scolastico, aiutando i bambini nell’apprendimento così come nelle relazioni e nella socialità. 

La scuola e l’ascolto

Purtroppo non sempre la musica viene integrata nel sapere scolastico. In particolare, l’insegnante che non si ritiene un musicista professionista e tanto meno un ‘genio’ in materia finisce per rifiutare l’utilizzo di qualunque esperienza sonora o di ascolto sonoro come strumento di sensibilizzazione all’ascolto in generale. In realtà molte teorie pedagogiche sostengono che l’ascolto sonoro-musicale non ha lo scopo di far crescere giovani musicisti, ma è fondamentale per stimolare molte capacità percettive, quali la concentrazione, l’attenzione al dettaglio, il senso di ordine e disciplina, l’attenzione alle pause, l’analisi del sonoro e di sé come fonte anche sonora. È un ascolto che ‘precede’ l’ascolto musicale formale. La pedagogista Maria Montessori così come il violinista giapponese Scinchi Suzuki, fondatore dell’omonimo metodo il cui valore è riconosciuto in tutto il mondo, sostengono la centralità dell’apprendimento musicale dei bambini  e che soprattutto non si possa distinguere tra bambini dotati o meno: ciascuno alla nascita possiede dei talenti che si possono sviluppare se lo permette l’ambiente in cui crescono. 

Gli effetti della musica sul corpo: alcuni studi

Al di là dello sviluppo musicale del bambino, studi recenti dimostrano come la musica influenzi comunque il nostro corpo; i ricercatori hanno misurato diversi parametri durante l’ascolto: il ritmo del respiro, la pressione del sangue, il flusso arterioso nel cervello, il battito cardiaco. Se ne deduce che i brani musicali hanno un’influenza costante e dinamica sul sistema cardiovascolare e respiratorio. Il battito cardiaco e il respiro si sincronizzano, infatti, con la musica, prescindendo dalle conoscenze e dalle preferenze musicali dei soggetti. Le musiche con ritmi veloci accelerano la respirazione, il battito cardiaco ed aumentano la pressione arteriosa, mentre quelle più calme e ritmate producono l’effetto opposto di un rilassamento generale che rallenta il battito e abbassa la pressione. 

Uno studio tedesco, dell’Università della Ruhr a Bochum, pubblicato sulla rivista Deutsches Ärzteblatt International ha rilevato che la musica di Mozart e quella di Strauss fanno abbassare la pressione, la frequenza cardiaca e il livello di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Lo stesso non si può dire di quella del gruppo pop Abba, che sembra non avere effetti rilevanti sulla circolazione.

Tali dati sono stati confermati da uno studio portato avanti dal prof Luciano Bernardi (2018) dell’Università di Padova che intendeva comprendere se l’ascolto della musica, in particolare classica e lirica, produceva effetti particolari sul corpo umano.  Bernardi afferma, commentando i risultati del suo lavoro: “La musica genera un cambiamento continuo e dinamico, e in qualche grado prevedibile, del sistema cardiovascolare; non sono solo le emozioni suscitate dalla musica a influenzare i cambiamenti cardiovascolari, ma anche il contrario, e cioè in modo bidirezionale, i cambiamenti cardiovascolari indotti dalla musica possono essere il substrato per suscitare nuove emozioni”.

L’ascolto sonoro-musicale potrebbe quindi non solo costituirsi come uno strumento didattico di intervento immediato a disposizione dell’insegnante ma se utilizzato sistematicamente potrebbe anche contribuire a creare nei bambini emozioni e stati d’animo che favoriscAno la predisposizione all’apprendimento. 

Oggi Ocarina ascolta #186 – It’s a Long Way to the Top – AC/DC

Oggi Ocarina festeggia il rientro a scuola ascoltando la colonna sonora della mitica commedia musicale School of Rock! Per l’occasione ha scelto la versione di It’s a Long Way to the Top degli AC/DC, che Jack Black e la band formata dai suoi ragazzi School of Rock cantano in chiusura del film.

Diretta da Richard Linklater nel 2003, School of rock fu sceneggiata da Mike White appositamente per Jack Black, nelle vesti del protagonista Dewey Finnche, il grassoccio chitarrista scapestrato. Espulso dal proprio gruppo No vacancy, Dewey  ha ottenuto il ruolo di insegnante con uno stratagemma e al puro scopo di mantenersi, ma inaspettatamente saprà essere una vera rivelazione per gli studenti, abituati a lezioni classiche e noiose. Non solo insegnerà loro la storia del rock, ma li spingerà a fondare delle band e ad esibirsi e gareggiare, superando gli ostacoli dei genitori e degli altri educatori poco convinti sull’efficacia del rock come materia didattica.

La colonna sonora a cura di Craig Wedren è una celebrazione e un omaggio ai numerosi successi rock di band come The Who, The Clash, AC/DC e Led Zeppelin.

La versione originale di It’s a Long Way to the Top (If You Wanna Rock ‘n’ Roll) fu pubblicata dalla  band australiana AC/DC. Nel 1975 La canzone è la prima traccia del disco T.N.T. e della versione internazionale di High Voltage.

Qui potete acquistare la cover di School of rock

Di seguito la scena finale del film con l’esibizione di Jack Black e la band della scuola

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